Pendolari, D'Anna: 'Valutare accordi con la ferrovia sangritana'

Giancarlo D'Anna 3' di lettura 09/01/2012 -

L'incontro organizzato dalla Camera di Commercio insieme alla Provincia di PU sui tagli ai treni, sia a lunga percorrenza come quelli per i pendolari, è sicuramente un'iniziativa lodevole che si aggiunge a diverse altre che si sono tenute nel corso degli anni per cercare limitare una tendenza che di fatto riduce l'offerta di alternative al così detto traffico su gomma.



Pur notando una contraddizione nel comportamento della Provincia che da una parte vuole mettere una pietra tombale sulla ferrovia Fano-Urbino (con una richiesta di dismissione che ne pregiudica il futuro utilizzo come infrastruttura alternativa al più inquinante e costoso servizio su strada) e dall'altra fa l'esatto contrario, mi sento di portare il mio contributo all'iniziativa, come già fatto in passato con proposte in Consiglio Regionale e con la partecipazione a manifestazioni come quella tenutasi ad Ancona in passato. Oltre alla difesa dell'esistente si tratta anche di vigilare e pretendere, visto l'esborso della Regione Marche per i treni regionali che sono appunto a carico della Regione, anche della qualità e puntualità del servizio. Proprio domenica scorsa uno dei pochi treni Intercity rimasti a collegare Roma con le Marche ed in partenza da Roma Termini alle 9,37 dopo essere partito in ritardo, si è fermato prima dopo un paio di km, per poi proseguire per quel poco che rimaneva fino a Roma Tiburtina dove è stato annunciato un guasto che impediva allo stesso treno di proseguire. A quell'annuncio ne è seguito un altro che comunicava la sostituzione del treno con un servizio di autobus e un'altro ancora che annunciava un treno sostitutivo che poi è arrivato dopo le 12.00. Finalmente, se così si può dire, con 2 ore e 40 di ritardo i 240 passeggeri hanno potuto finire l'attesa ed iniziare il loro viaggio.

Se per i treni a lunga percorrenza la battaglia si preanuncia durissima, per il trasporto locale le soluzioni potrebbero essere più a portata di mano. Ad esempio con una maggiore collaborazione con il vicino Abruzzo dove la Sangritana, una Spa con socio unico la Regione Abruzzo che ne cura l’attività e gestione attraverso un Consiglio di Amministrazione designato dalla Regione stessa, svolge la sua attività sia in ambito ferroviario, dove cura il trasporto pubblico locale mediante la propria rete sociale alla quale le Marche si potrebbero agganciare e collaborare anche per l’attività di trasporto merci su ferro come un recente accordo ha fatto per l'interporto di Jesi. Non solo barbiebietole dunque, ma un accordo che metta insieme esperienza e necessità. Se le enormi risorse che la Marche continuano a spendere per avere un “servizio” che tale non è dalle Ferrovie dello Stato questa di un accordo con l'Abruzzo e la sua ferrovia potrebbe essere una soluzione a portata di mano che può garantire molto meglio un servizio al quale non possiamo rinunciare. Questa la mia proposta che porrò sul tavolo dell'incontro organizzato da Camera di Commercio e Provincia di PU.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2012 alle 17:30 sul giornale del 10 gennaio 2012 - 1307 letture

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