Cgil, export +10%, ma perse forti quote di mercato

cgil 2' di lettura 15/12/2011 -

L’incremento dell’export nei primi nove mesi dell’anno (+10,4% rispetto al 2010) risulta nelle Marche più basso rispetto alle altre regioni del Centro (+13,7%) e al complesso delle esportazioni nazionali (+13,5%). La quota di export delle imprese marchigiane sul totale nazionale è passato dal 3,5% del 2007 al 2,6%, mentre rispetto al Centro Italia la quota marchigiana è passata dal 22,3% al 16,5%.



Notevoli le difficoltà che si riscontrano nelle tipiche produzioni manifatturiere:

il mobile, con 366 mila euro di esportazioni, risulta ancora fermo (+0,4% rispetto al 2010 e -23,8% rispetto al 2008);

il calzaturiero, pari a 1,2 miliardi di euro, è tornato a crescere (+14,7% rispetto al 2010) ma non ha ancora recuperato i volumi pre-crisi (-5,1% rispetto al 2008);

gli elettrodomestici, con 695 mila euro di export, presentano ancora con il segno meno (-7,3% rispetto al 2010 e –39,0% rispetto al 2008);

nell’abbigliamento, con 329 mila euro, si rileva un leggero incremento (+1,0% rispetto al 2010 ma -2,7% rispetto al 2008);

navi e imbarcazioni, con 156 mila euro presentano ancora un forte calo (-15,8 rispetto al 2010 e -50,8% rispetto al 2008).

Complessivamente i volumi di export superano i 7,3 miliardi di euro di cui 1,4 nella provincia di Pesaro e Urbino (+9,6% rispetto al 2010), 2,6 miliardi nella provincia di Ancona (+10,1%), 1,2 miliardi nella provincia di macerata (+8,4%), 0,9 miliardi nella provincia di fermo (+24,2%) e 1,3 miliardi nella provincia di Ascoli Piceno (+5,1%).

"I dati – commenta il Segretario Generale della Cgil Marche, Gianni Venturi – sono particolarmente preoccupanti se riferiti ad una prospettiva in cui il rallentamento della domanda globale, ridurrà le esportazioni del made in Italy. La prevista caduta degli investimenti fissi (- 4,8% nel 2012) e la consistente flessione di settori trainanti come quello delle costruzioni (- 5,1% nel 2012 che si va a sommare al – 6% cumulato dal 2009) allunga ombre inquietanti sul nostro sistema produttivo e sui livelli occupazionali.

E’ ormai previsione diffusa che nel 2012 rallenterà il rientro dei lavoratori in CIG, aumenteranno i licenziamenti ed il tasso di disoccupazione salirà rapidamente. Vanno, purtroppo, interpretati così anche i dati sulla riduzione del ricorso alla cassa integrazione, che nelle Marche resta comunque altissimo: a fine 2011 si sfioreranno i 30 milioni di ore di CIG autorizzate".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2011 alle 17:29 sul giornale del 16 dicembre 2011 - 1215 letture

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