Ancona: 'disagio sociale', 2° dossier Caritas Marche 'italiani nuovi poveri'

rapporto disagio sociale Caritas 3' di lettura 01/12/2011 -

"Eucaristia: speranza per i poveri", questo il titolo del dossier redatto dalla Caritas Marche a proposito del disagio sociale della regione Marche per il periodo 2008-2010.



"Dopo l'edizione del 2005, la Caritas Marche, grazie ai dati raccolti dai Centri di ascolto delle Caritas diocesane, ha voluto elaborare un secondo dossier relativo al triennio 2008-2010 - così Mario Bettucci, delegato regionale Caritas Marche introduce la presentazione del dossier - questo mostra in maniera dettagliata le caratteristiche del mutamento della povertà nella nostra regione.

"Credo molto in quello che la Caritas ha fatto sinora - queste le parole di Adriana Celestini, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ancona - l'amministrazione per quanta volontà possa metterci non può arrivare ovunque ed è quindi in questa circostanza che diventa fondamentale l'azione della Caritas. La mia speranza è di poter continuare a collaborare con la Caritas per cercare di essere di supporto ai poveri in un momento di grave crisi come quello che stiamo attraversando".

E' sicuramente difficile riconoscersi poveri, quando prima della crisi non lo si era. E' forse proprio per questa ragione che, dati alla mano, sono i poveri di nazionalità italiana, rispetto a quelli stranieri, che giungono alla Caritas con i peggiori profili. E' intervenuto anche Francesco Balducci, ricercatore dell'Università Politecnica delle Marche presso la Facoltà di Economia, che ha analizzato i dati statistici contenuti all'interno del dossier: “Nel 2008 si sono presentati alle Caritas della regione Marche, in totale 13 distribuite su tutto il territorio, 8.945 bisognosi. Passando al 2010 il numero aumenta per arrivare a 10.504. La maggioranza è di nazionalità italiana, seguita da quella romena e da quella marocchina. Al proposito è necessario sfatare un mito: l'86% degli extracomunitari ha un regolare permesso di soggiorno. Tra i bisognosi, i senza fissa dimora sono prevalentemente divorziati o separati ed è appunto in questa circostanza che a problemi di indigenza si sommano problemi socio-familiari".

La povertà infatti deve essere considerata un problema multidimensionale, si possono infatti fare delle classificazioni: problematiche abitative economiche e sociali, e problematiche legate al processo di immigrazione. Fra queste le problematiche abitative sono le uniche ad essere trasversali alle altre. "C'è una rete fatta dalla Caritas e dalle varie associazioni, una rete che nasce dalla buona volontà e dall'impegno dei volontari - interviene così Luca Marconi, Assessore regionale per il sostegno alla famiglia e ai servizi sociali - ed è proprio per questo motivo che funziona così bene. La Regione Marche ha stanziato nel 2010 240.000 euro per i poveri. Nel 2011 la cifra è arrivata a 440.000 euro, un aumento consistente ch è previsto anche per il 2012".

"Questo dossier sulla povertà nelle Marche ha bisogno di essere ben studiato ed analizzato in modo da poter capire chi sono coloro che vivono questa situazione e per quale motivo vengono ritenuti tali", afferma S.E. Mons. Silvano Montevecchi, Vescovo di Ascoli Piceno, incaricato della Conferenza Episcopale Marchigiana per il Servizio alla Carità. In conclusione è S.E. Mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo della diocesi Ancona-Osimo, ad intervenire: "Le cifre sono impressionanti. Le nostre Caritas, che nel 2011 hanno compito 40 anni di attività, svolgono un lavoro considerevole in maniera del tutto volontaria e rappresentano l'unica rete di ascolto che arriva in tutto il territorio marchigiano".








Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2011 alle 18:02 sul giornale del 02 dicembre 2011 - 1192 letture

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