Ersu: intervengono Cgil, Cisl e UIl

Università 2' di lettura 28/11/2011 -

Le organizzazioni sindacali CGIL FP – CISL FP – UIL FPL REGIONALI, a seguito del dibattito svoltosi in occasione della assemblea generale del personale degli ERSU marchigiani del 16 novembre 2011 per analizzare la PdL n. 143 di riforma degli ERSU stessi approvata dalla Giunta regionale con apposita delibera, stigmatizzano nel metodo il comportamento della Giunta regionale per la totale assenza di confronto preventivo sulla materia stessa, che costringe come al solito la parte sindacale a “rincorrere” la partita in sede consiliare.



Nel merito rigettano comunque ed in toto la proposta stessa che prevede l’affidamento dell’amministrazione degli ERSU ai Comuni sedi delle Università marchigiane, evidenziando tutte le incoerenze e le contrapposizioni contenute nell’articolato che cozzano contro i principi di universalità del servizio, di omogeneizzazione del sistema, di superamento della concorrenzialità tra i singoli Enti e per l’impossibilità giuridica per un comune di approvare i bilanci di un Ente strumentale della Regione Marche.

Le OO.SS. auspicavano già da tempo una logica innovativa di armonizzazione dei servizi relativi al diritto allo studio, più rispondente ad una unica strategia di politica regionale, che riconducesse la gestione globale del sistema alla diretta responsabilità della regione, in coerenza a quanto già disposto per altri Enti dipendenti e strumentali. Il tutto, pur mantenendo uno stretto contatto con le istituzioni che insistono sul territorio, ad iniziare dai Comuni, dai Rettorati, dalle associazioni degli studenti e garantendo risposte certe alle diverse esigenze territoriali. La proposta in questione creerebbe inutili aggravi burocratici che rallenterebbero l’attività degli enti stessi a discapito dei lavoratori e degli studenti. CGIL CISL e UIL in attesa di essere convocati in audizione dalla 1^ commissione consiliare, rivendicano e sosterranno eventualmente anche con azioni conflittuali:

- L’universalità del diritto allo studio universitario;

- La semplificazione amministrativa;

- Il mantenimento dell’indispensabile rapporto con il territorio;

- Il mantenimento del ruolo pubblico dei servizi offerti agli studenti anche con una progressiva re internalizzazione di attività che i ridotti turn-over degli ultimi anni hanno reso inevitabili facendo pesare i contenimenti della spesa sui carichi di lavoro e sui diritti del personale dipendente;

- Il mantenimento dello stato giuridico dei dipendenti;

- L’esclusione a priori di qualsivoglia privatizzazione del rapporto di lavoro e di ulteriori esternalizzazioni di attività che aumenterebbero i costi allo studente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-11-2011 alle 19:14 sul giornale del 29 novembre 2011 - 1072 letture

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