Zinni (Pdl) interroga la Regione sulle perdite della Svim

Giovanni Zinni 2' di lettura 18/11/2011 -

Come avevo preannunciato – dice Giovanni Zinni consigliere regionale PDL componente della Commissione Bilancio – ho depositato la mia interrogazione scritta sulla situazione finanziaria di perdita della SVIM, illustrandola nella Commissione Finanze di cui sono componente, dinnanzi alla Dirigenza della Società stessa in audizione. Considerati i tagli alle Regioni e la grave crisi finanziaria ovviamente è opportuno assumersi delle responsabilità.



Dall'audizione è emerso che, da quando è nata SVIM, sostanzialmente il valore in entrata è di 14.000.000 di euro fra trasferimenti in conto capitale e acquisizione di partecipazioni mentre le uscite sono per circa 10.500.000 con un saldo complessivo di valore reale in attivo. Ma se consideriamo le ultime perdite di esercizio, e quindi il trend negativo, questo saldo si esaurirà molto velocemente, forse addirittura a partire dal 2012. La Dirigenza ha onestamente spiegato che SVIM, offrendo servizi alle Imprese delle Marche pressoché gratuitamente, è un soggetto di diritto privato che tende a non produrre utili.

Oggi la riflessione politica che mi sento di porre alla Giunta Spacca e al Consiglio regionale è che non è pensabile, dopo l'approvazione dell'indirizzo politico del Governo Berlusconi per una riforma costituzionale di raggiungimento del pareggio di bilancio di Stato come obiettivo annuale di esercizio, cosa condivisa dalla maggior parte delle forze politiche nazionali, che la Regione Marche non ragioni in questi termini. La SVIM, così come tutte le diramazioni della regione Marche sia esse Società che Enti, dovranno ragionare in questi termini per rimanere sostenibili all'interno del debito pubblico. Pertanto, pur cercando di salvaguardare i giovani che hanno lavorato per SVIM in questi anni senza aggiungere al mercato del lavoro locale altri precari che diventino disperati, sarà necessario porsi l'obiettivo del pareggio di bilancio senza perdite di esercizio come riorganizzazione della Società.

Altrimenti è meglio chiudere tutto proprio perché c'è un saldo attivo complessivo storico e perché i benefici per le Imprese marchigiane hanno riguardato pochi soggetti rispetto all'imponente mole complessiva di piccole aziende manifatturiere. Inoltre credo poco alla sviluppo dell'internazionalizzazione dei prodotti Made in Marche in Cina rispetto a Russia ed India, considerato che i cinesi ci comprano sempre qualcosa per copiarlo e poi riprodurselo da per loro senza controlli forti dell' Unione Europea.


da Giovanni Zinni
Consigliere Regionale PdL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2011 alle 19:11 sul giornale del 19 novembre 2011 - 942 letture

In questo articolo si parla di politica, giovanni zinni

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/rQD





logoEV