Emittenti locali, interrogazione dei senatori marchigiani al ministro Romani

antenna 3' di lettura 22/10/2011 -

Interrogazione urgente dei senatori marchigiani al Ministro Paolo Romani.



Premesso che l’emittenza locale versa in una situazione di oggettiva precarietà, derivante dalla crisi economica e aggravata sia dallo stallo del mercato pubblicitario sia, per quanto riguarda le televisioni, dall’impatto del definitivo passaggio alla trasmissione digitale previsto per il 2012; nel corso della riunione del Comitato Nazionale Italia Digitale (CNID) del 14 aprile 2011 è stato individuato il secondo semestre 2011 come periodo per lo spegnimento delle frequenze analogiche e per il definitivo passaggio alla trasmissione digitale di alcune regioni, tra le quali le Marche;

Le Marche hanno espresso in più occasioni al Ministro dello Sviluppo Economico le proprie perplessità rispetto a tale previsione, per via dell’assenza di garanzie circa le frequenze idonee e libere da interferenze per garantire il passaggio al digitale senza problemi e incertezze; in particolare, risulta critica la scelta di riservare alle emittenti locali marchigiane esclusivamente frequenze che a livello internazionale sono già assegnate ai Paesi dirimpettai, soprattutto considerando che nelle Marche, già con il sistema analogico, si verificano seri problemi di interferenza tra i segnali televisivi italiani e di altri Paesi esteri quali la Slovenia, la Croazia, la Bosnia, l’Albania e il Montenegro; le frequenze proposte in via informale dall’Agcom per dirimere la vicenda risultano già occupate in Emilia Romagna, regione che utilizza numerosi impianti situati nel territorio marchigiano e che hanno l’effetto di aumentare la possibilità di interferenze, soprattutto nella Provincia di Pesaro-Urbino; alla data odierna, per le emittenti locali della Marche non è stata prevista l’assegnazione di alcuna frequenza coordinata e non interferita con l’altra sponda dell’Adriatico;

considerato che le misure a sostegno delle emittenti locali italiane previste dall'art. 10 della L. 422/93 sono state tagliate dalla finanziaria 2009 di circa 10 milioni per il 2010, di 96 milioni per il 2011 e di 66,3 milioni a decorrere dal 2012; la legge di stabilità 2010 ha messo all’asta le frequenze del c.d. dividendo digitale, la porzione di spettro che si guadagna nel passaggio del sistema televisivo dalla trasmissione analogica alla trasmissione digitale, includendo nella gara anche parte delle risorse frequenziali già assegnate alle emittenti locali per tale ragione è stato previsto un indennizzo per le emittenti che dovranno liberare le frequenze pari al 10% dei proventi dell'asta medesima, stimati in 240 milioni di euro a fronte di un incasso complessivo preventivato in 2,4 miliardi; sebbene i proventi dell’asta in questione abbiano superato i 3,9 miliardi di euro, circa 1,5 miliardi in più rispetto a quanto preventivamente stimato dal Ministero dell’Economia, non è stata prevista l’assegnazione di alcuna risorsa aggiuntiva per le emittenti locali;

premesso inoltre che secondo il Piano nazionale delle frequenze approvato dall’Agcom con delibera 300/10/CONS “per ciascuna area tecnica, almeno un terzo delle frequenze pianificabili è destinato all’emittenza locale”;

considerato inoltre che le emittenti locali hanno svolto e continuano a svolgere le proprie importanti funzioni nell’assicurare il pluralismo dell'informazione e nel garantire la tutela delle specialità culturali ed identitarie delle regioni e dei territori; privando le emittenti locali marchigiane dell’assegnazione di frequenze coordinate e non interferite con i paesi che si affacciano sulle altre sponde dell’Adriatico si rischia di colpire profondamente il patrimonio occupazionale e tecnologico dell’emittenza locale marchigiana, producendo anche forti disagi sui cittadini-utenti;

Si chiede di sapere come il Ministro intenda superare le attuali disposizioni che non prevedono alcuna frequenza non interferita per le tv locali della regione Marche se il Ministro non ritenga urgente l’avvio di una concertazione con le autorità delle repubbliche ex iugoslave che si affacciano sull’Adriatico per tutelare, attraverso accordi bilaterali, le risorse frequenziali da assegnare alle emittenti locali marchigiane e alle altre emittenti locali italiane coinvolte nelle prossime fasi dello switch off.

MAGISTRELLI

VIMERCATI

AMATI

CASOLI

PISCITELLI

SALTAMARTINI

SBARBATI






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2011 alle 15:28 sul giornale del 24 ottobre 2011 - 1198 letture

In questo articolo si parla di politica, partito democratico, televisione, marina magistrelli, antenna, frequenza

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