Divieti per le pm 10: Confartigianato Trasporti e Fita Cna verso la mobilitazione dell'autotrasporto

Traffico e rallentamenti 3' di lettura 17/10/2011 -

Confartigianato Trasporti e Fita Cna delle Marche esprimono contrarietà e forte preoccupazione rispetto alla proposta di Accordo di Programma sulle misure di contenimento delle pm10, predisposto dalla Regione Marche e proposto alla firma agli Enti Locali, alle Prefetture ed alla Autorità Portuale.



La nuova bozza pur contenendo significativi miglioramenti rispetto alla stesura iniziale e di questo diamo atto alla Regione Marche di aver accolto positivamente alcune proposte ed osservazioni avanzate unitariamente da Confartigianato e Cna regionali, contiene un inasprimento delle misure volte a colpire in primo luogo il traffico commerciale, che rischiano di avere effetti pesantissimi sull’economia ed in particolare sul mondo del trasporto merci che sta vivendo da anni una crisi devastante.

Siamo in sintonia con quanto affermato nei giorni scorsi dal Presidente dell’ANCI Regionale: se le limitazioni dovessero restare così come sono avrebbero conseguenze molto gravi per l’economia regionale ed insopportabili per molte piccole imprese ed attività artigianali, che in questo momento non sono in grado di affrontare investimenti per ammodernare il parco veicolare e che possono perciò essere condannate alla chiusura. Questi i punti sui quali avanziamo le nostre forti obiezioni e le relative proposte: Non possono essere previste limitazioni per i veicoli commerciali da e per il Porto di Ancona; questo significherebbe che il Porto sarà l’unico porto internazionale d’Italia ad avere limitazioni di accesso e di uscita! Con evidenti conseguenze nel traffico merci e nella tenuta competitiva dello scalo dorico, oltre al fatto che molte imprese non potrebbero più svolgere la propria attività.

L’allargamento delle zone limitate al traffico dai centri urbani veri e propri ad anche a zone industriali e snodi di comunicazione (comprese la viabilità statale in prossimità di caselli autostradali), di fatto impedisce la circolazione ai veicoli pesanti anche Euro 4 senza FAP! – La zonizzazione delle aree interessate deve interessare i centri urbani abitativi. Dai divieti di circolazione devono essere tenuti fuori i veicoli pesanti euro 3 ed euro 4. Il sistema di deroghe, seppur più limitativo dello scorso accordo, deve prevedere l’accesso alle zone interdette per carico e scarico (ed anche i mezzi adibiti al trasporto derrate alimentari in genere e rete carburanti queste in deroga alla richiesta di permessi) ed un sistema di richiesta di permessi che non sia troppo burocratico ed oneroso. Su questi temi chiediamo pubblicamente un confronto con Autorità Portuale, UPI ed ANCI delle Marche che sono i soggetti chiamati a sottoscrivere l’Accordo di programma, per poi avviare un nuovo confronto con la Giunta ed il Consiglio della Regione Marche.

Confartigianato e Cna, pur essendo consapevoli che misure limitative si rendono necessarie per preservare la qualità dell’aria e per evitare sanzioni comunitarie, vogliamo augurarci che prevalga il buonsenso nel non contribuire a soffocare l’economia regionale già pesantemente "stressata". Il mondo dell’autotrasporto, già esasperato da un continuo aumento dei costi, ma anche quello produttivo e dei servizi è pronto a mobilitarsi ed a proclamare iniziative di lotta.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-10-2011 alle 16:26 sul giornale del 18 ottobre 2011 - 1145 letture

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