Si abbassa il rating della Regione Marche

Soldi 3' di lettura 06/10/2011 -

Dopo Standard & Poor’s, il 5 ottobre anche Moody’s ha ridotto i rating di lungo termine di 30 enti pubblici italiani, tra cui quello della Regione Marche, come conseguenza del recente declassamento del rating della Repubblica italiana. Il rating di lungo termine della Regione Marche passa così da Aa3 ad A2 con prospettive negative.



L’abbassamento del rating, tuttavia, ha toccato la Regione Marche in misura inferiore rispetto alla Repubblica italiana e ad altre Regioni ed Enti locali, consentendole di migliorare la propria posizione relativa nell’ambito del range di riferimento. La Regione Marche infatti passa dal gruppo degli enti con rating inferiori allo Stato al gruppo degli enti con rating pari allo Stato, cui appartengono anche Regioni come il Veneto e la Toscana. Il rating sulle obbligazioni regionali sostenute da delegazione di pagamento dello Stato è stato abbassato da Aa2 ad A2. L’azione di riduzione del rating è stata determinata dal deterioramento del contesto operativo, come riflesso dell’abbassamento rating sovrano dello Stato, e dalle pressioni derivanti dal consolidamento dei bilanci locali imposto dal Governo centrale.

L'assessore al Bilancio, Pietro Marcolini , precisa che “Il downgrading è dovuto al fatto che il Governo centrale ha un’influenza rilevante sulle finanze locali attraverso il trasferimento di fondi, l’imposizione di requisiti di bilancio e regolamentazioni sull’indebitamento. In altri termini, il Governo centrale mantiene un forte controllo normativo sul settore pubblico locale. Moody’s rileva anche che gli enti pubblici sono esposti agli stessi rischi macro-economici a cui sono esposti gli Stati sovrani e che uno scostamento del costo del debito a livello sovrano rappresenta un rischio accresciuto, ancorché moderato, per il sistema pubblico nel suo complesso”.

“Comunque – sottolinea l’Assessore – la Regione Marche si colloca nel gruppo degli enti con rating pari allo Stato, insieme alle Regioni italiane più solide. Le Regioni appartenenti a questo gruppo, secondo Moody’s, hanno livelli di rischio del credito assimilabili a quello dello Stato a causa degli stretti legami finanziari ed operativi con esso. Tali Regioni, comunque, presentano un tessuto economico florido, solidi fondamentali finanziari, livelli di indebitamento bassi o moderati, una buona posizione di liquidità, conti sanitari in equilibrio e buone pratiche gestionali. Ciononostante restano dipendenti da trasferimenti e decisioni del Governo centrale. Nell’analisi di Moody’s viene anche posto in luce il fatto che le Regioni ed gli Enti locali sono chiamati a contribuire allo sforzo di consolidamento dei conti pubblici attraverso la riduzione dei trasferimenti erariali e il miglioramento dei saldi di bilancio.

Le misure di austerity adottate dal Governo italiano nel luglio-agosto 2011, infatti, prevedono una contribuzione dei bilanci locali pari a circa 25 miliardi di euro nel triennio 2012-2014, considerando sia le minori entrate dello Stato che l’inasprimento degli obiettivi di bilancio. In generale, la riduzione prevista dei trasferimenti erariali non potrà essere del tutto compensata dai benefici potenziali legati ad una maggiore flessibilità delle entrate locali, introdotta dalla recente riforma federalista. Moody’s infine sottolinea che le prospettive negative sui rating di Regioni ed Enti locali derivano anch’esse dalle prospettive negative del rating sovrano”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2011 alle 15:38 sul giornale del 07 ottobre 2011 - 775 letture

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