Fermignano: avevano rubato un arsenale informatico, arrestato un marocchino

2' di lettura 18/08/2011 -

I Carabinieri della Stazione di Fermignano, a conclusione di articolata attività d’indagine, hanno arrestato uno degli autori di 13 furti commessi a Fermignano tra l'ottobre 2010 e luglio 2011.



La giovane banda aveva preso di mira, in particolare, apparati informatici e telefonini mettendo a segno i suoi colpi all'iterno della scuola elementare, l’istituto comprensivo “Bramante”, l’asilo nido e diverse ditte del posto. Già nel mese di febbraio scorso, le attente indagini condotte dai Carabinieri di Fermignano, consistite in assunzione di informazioni, servizi di osservazione, appostamenti e pedinamenti, soprattutto in orari notturni, avevano permesso di raccogliere indizi nei confronti di tre giovanissimi studenti di origine marocchina, residenti a Fermignano, che sistematicamente organizzavano i furti nell’intero territorio comunale.

Infatti, le mirate perquisizioni domiciliari effettuate nell’abitazione dei 3 indagati avevano permesso di rinvenire 2500 euro in contanti e numeroso materiale informatico, tutto provento dei furti. I militari hanno recuperato in particolare 11 personal computer completi di monitor, 13 hard disk esterni e varie componenti per pc; 3 videocamere e una macchina fotografica digitale; 3 videoregistratori e 5 lettori dvd; 4 telefoni cellulari; ulteriori 7 monitor per pc, playstation, alcuni modem, penne usb, altoparlanti per stereo. Il tutto sarebbe stato di qui a breve piazzato e venduto a ragazzi del luogo, magari anche ignari della provenienza illecita.

Il blitz dell’Arma, frutto della scrupolosa e incisiva attività investigativa condotta dai militari di Fermignano ha consentito così di recuperare numerosissima refurtiva che è stata restituita ai legittimi proprietari, con loro grande soddisfazione. A seguito dei furti, nel territorio di Fermignano si era verificata una nuova ondata di 4 furti, tra cui quello di due ciclomotori. In questo caso i carabinieri hanno individuato il presunto responsabile. Sarebbe un 20enne del Marocco con precedenti specifici, nei confronti del quale il Tribunale di Urbino ha spiccato la misura cautelare degli arresti domiciliari, al fine di arginare la sua spinta criminosa. Pertanto, dopo le formalità di rito, il giovane è stato condotto presso la sua abitazione e sottoposto ai domiciliari.








Questo è un articolo pubblicato il 18-08-2011 alle 09:23 sul giornale del 19 agosto 2011 - 1955 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli

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