Rigassificatore, Italia Nostra: 'La fine della fiducia'

italia nostra 2' di lettura 06/07/2011 -

La giornata di mercoledì segna, a nostro parere, la fine di un rapporto di relativa fiducia tra la pubblica opinione, quella che ci tiene e molto alla tutela della salute, dell'ambiente, dei beni comuni e la Giunta Regionale presieduta da Gianmario Spacca.



Il Consiglio Regionale ha, infatti, oggi approvato la proposta della Giunta Regionale di dire “SI” al rigassificatore di Ancona Falconara, con il voto congiunto, come già avvenuto sul “piano casa”, dei due partiti maggiori teoricamente avversari come il PD ed il PDL.

L'operazione non è stata del tutto indolore se nove consiglieri regionali hanno votato contro l'accordo con Binci (SEL), Bucciarelli (PDCI), Marangoni (LEGA per le Autonomie), Silvetti e Romagnoli (FLI), Cardogna (VERDI), Busilacchi (PD), D'Anna (PDL), astenuto (Natali PDL), con spaccature trasversali tra maggioranza ed opposizione. L'approvazione dell'accordo con l'API, un accordo “scritto sulla sabbia” senza vere garanzie per nessuno, è gravissimo perché è la dimostrazione della incapacità ad elaborare una strategia di sviluppo innovativa ed eco compatibile ed è una dimostrazione di “anti democrazia” quando non rispetta la volontà contraria all'impianto espressa da quasi venti consigli comunali della costa, a partire da Ancona capoluogo di regione.

Tutto ciò nonostante gli impegni pre elettorali di Spacca contro il rigassificatore! Questa giunta regionale che affida la ricerca del proprio consenso alla costante presenza del presidente sulle tv ed i giornali (pagata dai cittadini), alle campagne pubblicitarie di Dustin Hoffman, alla propaganda sulla green economy, è la stessa che poi condanna all'inferno i cittadini di Falconara, affossa il turismo della Riviera del Cònero, danneggia le attività di pesca, distrugge lo “spirito francescano dei luoghi” all'eremo di Valleremita, permette l'ampliamento delle costruzioni anche nelle zone integrali dei parchi regionali. Oggi sembra aver vinto (MOMENTANEAMENTE) ancora una volta l'interesse della API che, con il ricatto occupazionale e a dispetto degli altri diritti costituzionali alla salute ed alla difesa dell'ambiente, si impone sul governo regionale che, in parte subisce ed in parte è complice.

Ma ora che si è capito che a gestire la Regione sono le forze economiche, fino a quando i cittadini lo permetteranno?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-07-2011 alle 19:18 sul giornale del 07 luglio 2011 - 2612 letture

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