'SOS donna', 60 richieste nel maceratese

2' di lettura 12/04/2011 -

 L’età media è fra i 30 e i 40 anni e nella maggior parte dei casi sono disoccupate e di medio livello d’istruzione. E’ questo il profilo prevalente delle 60 donne che nel corso del 2010 si sono rivolte al Centro provinciale antiviolenza “S.O.S. Donna” che opera a Macerata, nella sede di Piazza Vittorio Veneto, allo scopo di sostenere ed aiutare in ogni modo le donne vittime di violenza.



Il dato è emerso nel corso dell’incontro che si è svolto oggi nella sala consiliare della Provincia, dove il vice commissario prefettizio, Tiziana Tombesi, ha riunito i rappresentanti delle varie istituzioni che a suo tempo, insieme all’Amministrazione provinciale, hanno dato vita a “SOS Donna”.

Le donne che si sono rivolte al centro sono per il 57% italiane, mentre le straniere rappresentano il 43% (di cui il 18,5% di nazionalità non comunitaria). La violenza più frequente che è stata denunciata è quella fisica, seguita da quella psicologica, finanziaria e da stalking; gli autori dei soprusi sono soprattutto partner o ex-partner, con una minoranza di familiari, amici e colleghi. I casi che hanno richiesto un “percorso di affiancamento” sono stati 46.

I partecipanti si sono detti pronti ad ampliare il progetto, condiviso anche con la Regione Marche ed il Ministero per le pari opportunità ed a far fronte alle difficoltà, anche finanziarie, per la gestione del Centro. Il centro “S.O.S.” DONNA” vuole essere un punto di riferimento per tutte le donne ed ha lo scopo di fornire informazioni sanitarie, sui diritti e sui servizi, di offrire una consulenza psico-sociale, telefonica (0733-1990133) e personale, anche a coloro che nella loro sfera privata o di lavoro sono in contatto con donne che hanno subìto violenza, di dare informazioni legali, di affiancare la donna, se lo richiede, nella fruizione dei servizi delle Forze dell’ordine, di visite mediche, di colloqui con assistenti sociali, di pratiche all’Ufficio del lavoro. Il servizio si avvale di svariate collaborazioni (carabinieri in congedo, altre associazioni, avvocati volontari, sanità,ecc…).

Il lavoro del Centro è anche non mettere le donne che si sono rivolte ad esso in un rischio maggiore, ed evitare che debbano tornare nel nucleo familiare dopo aver sporto denuncia, in quanto è questa la loro maggiore preoccupazione, per sé stesse e per i figli. “SOS Donna” è aperto nei giorni di martedì e giovedì dalle 15 alle 18; il venerdì dalla 9,30 alle 12,30.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2011 alle 16:58 sul giornale del 13 aprile 2011 - 825 letture

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