Contributi al settore apistico: la Giunta approva i nuovi criteri di ammissibilità

Apimarche 2' di lettura 12/04/2011 -

La Giunta regionale ha approvato i nuovi criteri di ammissibilità agli aiuti al settore apistico. Beneficiari del contributo sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati, e gli apicoltori professionisti.



Hanno priorità di accesso le aziende apistiche aderenti al marchio regionale QM-Qualità garantita dalla Regione Marche per il miele, gli apicoltori di età inferiori a 40 anni, le cooperative agricole tra apicoltori. La dotazione finanziaria complessiva è di 164 mila euro. Il contributo concedibile è pari al 50% della spesa ammissibile nelle zone svantaggiate e al 40% nelle altre zone, elevabili fino al 55% e al 45% per i giovani apicoltori, a condizione che gli investimenti siano effettuati entro cinque anni dall’insediamento.

“Per incentivare la pratica e la diffusione dell’allevamento apistico moderno e rendere più competitive le aziende apistiche sul mercato - ha detto Paolo Petrini, vicepresidente e assessore all’Agricoltura - occorrono interventi di sostegno sul territorio rivolti alle aziende. Il settore si trova ad affrontare un costante aumento dei costi di produzione, mentre le differenti rese annuali per alveare non sempre consentono agli apicoltori di ottenere un reddito sufficiente, anche a causa dell’offerta concorrenziale proveniente dai Paesi extracomunitari. La Regione interviene con questi contributi per favorire un’attività che vanta antiche tradizioni nelle Marche e che è sinonimo di elevata qualità ambientale”.

L’importo massimo dell’investimento, nel caso degli investimenti fissi, non può superare il limite di 20 mila euro per le aziende singole e di 40 mila euro per quelle associate, mentre nel caso degli investimenti mobili il limite è di 10 mila euro per le aziende singole e di 20 mila per quelle associate. Rientrano nelle spese ammissibili l’acquisto di nuove macchine e attrezzature per la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, compresi i programmi informatici. Sul territorio regionale sono presenti 34.118 alveari appartenenti a 1.355 apicoltori (censimento 2009), con un produzione stimata di oltre mille tonnellate annue di miele. Gli apicoltori professionisti (con almeno 150-200 alveari e che ricavano l’intero reddito dall’apicoltura) sono l’1% del totale, ma producono il 40% del miele marchigiano. Il gruppo più consistente, tra gli apicoltori marchigiani, è rappresentato da “semi-professionisti” che vedono nell’apicoltura un’interessante fonte di integrazione del reddito e rappresentano il 16% del totale. Il rimanete 83% è costituito da hobbisti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2011 alle 16:37 sul giornale del 13 aprile 2011 - 1019 letture

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