San Severino: al via i lavori per la 52° edizione del Presepio Vivente delle Marche

Presepio Vivente delle Marche 5' di lettura 07/12/2010 -

L’associazione Pro Castello è nel vivo dei lavori per l’allestimento della 52esima edizione del Presepio Vivente delle Marche che quest’anno tornerà nella sua sede storica di Castello a Monte, di recente riaperto dall’Amministrazione comunale di San Severino dopo lunghi lavori di recupero e di restauro. L’appuntamento è per giovedì 6 gennaio 2011 a partire dalle ore 14,30.



Al fianco della Pro Castello anche il gruppo Alternativa Avis, che curerà la scenografia, il gruppo Taccoli, insieme agli armigeri della compagnia Grifone della Scala e diversi altri sodalizi. Tantissime le novità rispetto alle ultime edizioni. Oltre al ritorno in un luogo suggestivo, qual è quello della zona vecchia della città, proprio all’ombra della torre degli Smeducci, il presepio del 2011 proporrà anche la rappresentazione della scena simbolica dell’Annunciazione all’interno del Duomo Antico dove saranno anche esposti i simboli della natura che fanno riferimento all’arte sacra - come fiori, frutti e piante -, in una suggestiva coreografia studiata dalla ditta Ciciliani Pio.

La scena dell’Annunciazione sarà poi magistralmente accompagnata dalla corale settempedana mentre all’esterno del luogo di culto la compagnia Grifone della Scala allestirà un vero e proprio accampamento di soldati romani. Fra le novità da segnalare anche l’apertura del giardino del convento di Santa Caterina dove verrà proposta la scena del governatore romano. Molto ricco il mercato che proporrà addirittura anche alcuni prodotti tipici locali mentre all’esterno, in tutta l’area di Castello al Monte, sarà ospitata anche la tradizionale fiera degli animali. Anche i più giovani saranno i protagonisti di questa edizione: una scolaresca di Castelraimondo si è già detta pronta ad avere una sua parte all’interno della sinagoga mentre ad alcune ballerine settempedane sarà affidato il balletto alla corte di Erode.

La prima rappresentazione del Presepio Vivente nasceva, nel lontano 1957 per volontà del compianto don Amedeo Gubinetti, nella parrocchia di Taccoli in forma piuttosto semplice date le difficoltà economiche della stessa che però stimolarono il parroco a ricorrere al genio creativo che lo caratterizzava. Per sua iniziativa, e per volontà di un gruppo di parrocchiani, nacque una manifestazione religiosa e sociale che in pochi anni divenne il più importante Presepio vivente delle Marche. Nel 1964, a soli sette anni dalla prima edizione, il numero dei figuranti saliva a circa duecento e migliaia di persone assistevano alla rappresentazione. In essa comparivano tutti i residenti del piccolo villaggio che, dopo aver collaborato all’allestimento tecnico e scenico del Presepio, si trasformavano alcuni in centurioni e militi romani mentre altri svolgevano semplicemente le mansioni quotidiane vestendo i panni che erano stati dei loro nonni. È con lo stesso approccio che nel 1968 don Amedeo affrontava la messa in scena della quattordicesima edizione del Presepio della “carità”.

Quell’anno il corteo dei Magi fu composto idealmente dai rappresentanti dei vari continenti, ciò non per puro amor di storia, ma perché fosse occasione per la pace nel mondo di Paolo VI che l’anno precedente aveva ricevuto in udienza i parrocchiani di Taccoli. È sulla base di questi contenuti che dal 1957 al 1972, il 6 gennaio, la rappresentazione si svolgeva lungo il lieve declivio su cui è adagiata Taccoli in un paesaggio quasi irreale per l’effetto scenico del vasto panorama offerto dalle colline della campagna settempedana. Nel 1973 innumerevoli contrasti e polemiche accompagnarono l’organizzazione della sedicesima edizione del Presepio vivente. La crescita ne aveva reso necessario il passaggio alla Pro San Severino che avrebbe voluto accogliere la rappresentazione nella città per motivi di ordine tecnico; questo fatto suscitò insanabili divergenze. Don Amedeo, cercando di appianare i dissensi propose di rappresentare ancora una volta il Presepio a Taccoli ma l’offerta fu declinata.

In seguito decise di comporre la manifestazione nel centro storico della città ma le difficoltà ne resero impossibile l’organizzazione e quell’anno il Presepio non si fece. L’anno successivo la rappresentazione si svolse in Piazza Padella da cui muoveva il corteo per raggiungere il Santuario della Madonna dei Lumi, passando in Piazza del Popolo. Nel 1975 il Presepio fu rappresentato nel piazzale dell’Abazia di San Lorenzo in Doliolo e, percorrendo Via della Galetta, una delle più antiche e caratteristiche del centro storico, raggiunse per la prima volta il Castello. Dal 1978 la rappresentazione trovò una sede stabile nel Borgo medioevale del Castello di San Severino Marche. Le maggiori possibilità di accoglienza della città, il passaggio dell’organizzazione alla Pro Castello nel 1982 e l’ambiente del borgo, hanno contribuito a far rivivere la manifestazione. Le case in pietra, i monumenti medioevali, le vie anguste con i resti dell’antico abitato quattrocentesco ricreano già da soli un mondo che non c’è più. Ogni angolo del Castello, le vie, le stalle, gli ingressi delle case, si animano di figuranti che, nei costumi dell’epoca e in quelli della tradizione marchigiana, danno vita ad alcune scene di gustosa tradizione paesana.

Il 2008 rappresenta un importante traguardo: la 50esima edizione del Presepio Vivente. Questa ricorrenza ha riportato la manifestazione nel luogo dove fu allestito il primo presepio, Taccoli, ed all’organizzazione di uno spettacolo per ricordare don Amedeo Gubinelli che della rappresentazione è stato l’ideatore. Ora, con la 52esima edizione, il ritorno alle origini. Un ritorno che è già stato festeggiato da molti nella speranza che porti, ancora una volta, bene.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2010 alle 18:05 sul giornale del 09 dicembre 2010 - 553 letture

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