Loreto: Uccise due donne, secondo gli inquirenti Sopranzi agì con lucidità

2' di lettura 13/09/2010 -

Dalle ricostruzioni sembra che Claudio Alberto Sopranzi, prima di darsi alla fuga dopo aver ferito l'ex compagna Vincenza e ucciso la madre e la sorella di lei, avrebbe detto alla figlia undicenne di Vincenza che giocava nel giardino di non preoccuparsi, perché a lei non sarebbe successo nulla. Sopranzi avrebbe sostenuto che mentre sparava vedeva "solo sagome" davanti a sé, ma secondo gli inquirenti l'uomo, privo di vizi di mente, avrebbe agito con lucidità.



Le dichiarazioni raccolte dagli inquirenti fanno luce su quanto avvenuto lo scorso 28 luglio, quando Claudio Alberto Sopranzi, 51 anni, in un pomeriggio di follia ferì la sua ex-compagna Vincenza Benilda Mannino, 28 anni, e colpì a morte la madre di lei, Rita Pulvirenti, 54 anni, e la sorella, Silvana, 30 anni nella loro abitazione di Grotte di Loreto. L'uomo, un custode di campeggio, probabilmente perché sconvolto dall'impossibilità di riallacciare la relazione sentimentale con Vincenza alla quale era stato legato per quattro anni, si era portato con la propria bici di fronte alla casa di lei e lì avrebbe sparato contro la donna tre colpi di pistola alle gambe e al bacino. Vincenza si è salvata per miracolo alla furia omicida dell'uomo.

Gli altri quattro proiettili cal. 7,65 non hanno invece lasciato scampo alla madre di Vincenza, Rita e alla sorella Silvana. Dalle ricostruzioni sembra che l'uomo, prima di darsi alla fuga, per poi costituirsi ore dopo ai carabinieri di Numana, avrebbe detto alla figlia undicenne di Vincenza che giocava nel giardino di non preoccuparsi, perché a lei non sarebbe successo nulla. In quei minuti nella casa c'erano altri due bimbi: il figlioletto di un anno e mezzo di Silvana, e l'altro figlio di sette anni di Vincenza. Tutti sono rimasti fortunatamente illesi. L'accusa per Sopranzi contestata dal procuratore Elisabetta Melotti e dal pm Valeria Sottosanti è di omicidio premeditato, pluriaggravato, tentato omicidio e porto abusivo d'armi. Il difensore, l'avv. Pietro De Gaetani, ha chiesto per l'uomo una perizia psichiatrica. Sopranzi avrebbe sostenuto che mentre sparava vedeva "solo sagome" davanti a sé, ma secondo gli inquirenti l'uomo, privo di vizi di mente, avrebbe agito con lucidità.






Questo è un articolo pubblicato il 13-09-2010 alle 16:49 sul giornale del 14 settembre 2010 - 1876 letture

In questo articolo si parla di cronaca, michela sbaffo

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