Pro Natura: perplessità sull'inserimento dello storno tra le specie cacciabili in deroga

storno 2' di lettura 04/09/2010 -

Le Associazioni naturalistiche firmatarie esprimono forti riserva in merito all’inserimento dello storno tra le specie cacciabili in deroga alle normative europee. Questo per una serie di ragioni di carattere tecnico.



In primo luogo si ritiene del tutto fuorviante e privo di validità scientifica la correlazione che viene fatta nell’istruttoria alla Delibera di deroga tra gli individui nidificanti e i danni che gli storni procurano alle colture agricole. Gran parte dei danni, infatti, si registra durante l’autunno non a causa della presenza degli individui nidificanti bensì per l’arrivo dei contingenti migratori. Pertanto pensare di derogare alle norme comunitarie, per cui lo ricordiamo le Marche già subiscono procedure di infrazione che potrebbero essere molto onerose, è dal punto di vista oltre che scientifico e di buon senso, privo di qualsiasi fondamento.

In secondo luogo, se è vero che il numero degli individui nidificanti e dunque le popolazioni nei settori meridionali dell’areale europeo di presenza è in aumento, non altrettanto si può affermare per le popolazioni nordiche, in cui, al contrario, esse sono in sensibile contrazione, con un bilancio complessivo che appare negativo. Inspiegabile quanto l’Osservatorio Faunistico Regionale afferma a firma del Preside di Facoltà, in modo perentorio “si ritiene che non sussistano compromettenti criticità d’ordine biologico circa i tempi, le modalità e l’entità del prelievo”; una tale affermazione, ricavata dai pochissimi dati disponibili, riteniamo assai lontana dalla cautela che dovrebbe accompagnare qualsiasi relazione scientifica che riguardi questioni faunistiche.

Ci piacerebbe conoscere se l’Osservatorio Faunistico Regionale e la Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino si siano consultati con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) prima di esprimere il parere riportato in istruttoria. Tale Istituto, per esperienza specifica, per l’autorevolezza dei suoi ricercatori e ruolo istituzionale, possiede il quadro generale delle popolazioni della specie, sia italiane che europee e non solamente in riferimento alle Marche, che comunque ci appare del tutto parziale e fuorviante.

FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA - Marche
WWF Marche
ITALIA NOSTRA
LA LUPUS IN FABULA
LEGAMBIENTE PESARO
LIPU Marche






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-09-2010 alle 15:47 sul giornale del 06 settembre 2010 - 946 letture

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