Fiorello al Del Conero: mi piace il pà cu l'ojo

2' di lettura 26/06/2010 -

L'eliminazione ai mondiali? Colpa del cuoco della Nazionale che ha dato troppa Nutella ai calciatori. I Pooh in crisi per sostituire Stefano D'Orazio? Hanno bisogno di Winnie. L'identità segreta di Zorro? E' Diego Della Valle. Mogol? A 74 gioca nella nazionale cantanti e corre più di Montolivo.
Queste alcune delle verità annunciate da Fiorello, lo showman siciliano che hanno fatto ridere per oltre due ore, initerrottamente, il pubblico accorso in Ancona da tutta la regione.



Erano davvero tanti i marchigiani arrivati al Del Conero venerdì sera e Rosario Fiorello non li ha delusi.
Tante le citazioni alle Marche, dall'apprezzamento per il pà cu l'ojo alla richiesta al pubblico di sapere come chiamiamo nelle Marche i bambini, e la sua poca familiarità con la parola "fioli". Ed "ogni volta - racconta - che un fiolo gli chiede l'autografo è sempre per sua nonna".
Poi il saluto all'anconetano Leo Boldrini, suo vecchio compagni di animazione nei villaggi turistici, senza dimenticare gli accenni alla rivalità tra Ascoli e Ancona.

Fiorello esordisce sul palco in ciabbatte ed accappatoio, simulando un ritardo. "Che vergogna presentarsi in ciabatte nella terra di Diego Della Valle". Dopo un primo monologo il sipario si apre, mostrando una scenografia impressionante. E Fiorello esordisce con un "Allegria!" per ricordare l'amico Mike.

Lo spettacolo è stato un lungo ripercorrere la storia della musica, dagli ani '30 ad oggi. Ogni periodo e tendenza musicale viene rispolverato, analizzato, ridicolizzato ed amato nello steso tempo e suprattutto viene interpretato con la consueta maestria da Fiorello e dal Maestro Cremonesi.
Ogni volta Fiorello lascia cantare qualche parola delle canzoni al pubblico che sempre conosce le parole. Sempre, tranne quando propone le sue canzoni. E così ogni tanto riprova ad accennare la sua "Puoi", ma sempre senza risualtato. Nessuno se la ricorda. E questo diventa il vero tormentone dello show. Per chi era allo spettacolo: qui il testo integrale di "Puoi". Da ripassare.

La scenografia, approfittando di un palco davvero mastodontico, è basata su grandi pannelli semitrasparenti su cui vengono proiettate immagini. Da Fiorello stesso, in ogni salsa, agli interpreti delle canzoni che l'artista reinterpreta sul palco, fino alle ballerine e ai Pooh, di cui Rosario "Winnie" Fiorello vorrebbe entrare a far parte.

Si ride e si canta per oltre due ore. Fiorello è inarrestabile, lancia battute, citazioni, melodie come un fiume in piena. Il pubblico lo segue e lo ama senza riserve. E nel finale tutti a ballare insieme, costretti da una scherzosa minaccia di tre anni di sfiga.
E anche dopo lo spettacolo Fiorello continua a divertire, con un esilarante video che accompagna i titoli di coda.








Questo è un articolo pubblicato il 26-06-2010 alle 01:36 sul giornale del 26 giugno 2010 - 7658 letture

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