Sconocchia, presidente dell’Accademia Marchigiana, scrive a Giorgio Napolitano

giorgio napolitano 2' di lettura 17/06/2010 -

Il presidente dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere e Arti Sergio Sconocchia, ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, una lettera in cui lamenta i tagli alle istituzioni culturali, legati alla legge Finanziaria.



Sconocchia si rivolge a Napolitano pregandolo di “intervenire a tutela di istituzioni altamente meritevoli che svolgono, con convegni, dibattiti, programmi di studio, ricerche e pubblicazioni, un’attività che discute e programma produzione culturale a livello nazionale ed europeo.” E’ il caso dell’Accademia Marchigiana che, ricorda Sconocchia, fondata da Giovanni Crocioni nel 1925, è l’unico “istituto della regione a operare sinergicamente nei vari campi dello scibile, con ricadute sulle province e sulle città delle Marche, con una dotazione di migliaia di volumi, tra cui Cinquecentine, Seicentine e altre opere preziose e spesso uniche, che raccolgono e conservano un patrimonio culturale di secoli, con centinaia di pubblicazioni mirabili prodotte in un arco di ormai circa 90 anni di vita, a disposizione del pubblico, in attivo e continuo rapporto con le altre Istituzioni.”

Per decenni l’Accademia ha svolto “attività riconosciuta, valida, spesso con sacrifici personali dei soci, sempre più di frequente con autofinanziamento.” “In una società che esalta, sempre più, i valori dell’apparire, dell’avere, in un contesto sociale in cui, attraverso sostanziali mistificazioni e falsi miti, successi effimeri sono preferiti ai valori fondamentali”, scrive ancora il presidente dell’Accademia Marchigiana, sottolineando che l’Italia “non può rischiare di perdere questo patrimonio vero dell’umanità, o di vederlo penalizzato, a seguito di decisioni poco meditate, non utili al progresso della cultura, della scienza, dell’arte, della ricerca della verità, i valori più alti che rendono l’uomo diverso dagli animali e, come diceva Giacomo Leopardi, dai bruti.”

“Esistono certamente - e andavano cercate davvero - altre forme per eliminare sprechi e spese inutili”, suggerisce Sconocchia. “Enti come il nostro cercheranno comunque – ne sono convinto – di sopravvivere (stanno ponendo le basi per autofinanziamento e autonomia, chiedendo ospitalità a Comuni o a sedi universitarie) ma non saranno più gli stessi, privi per sempre della loro identità, di forme di riconoscimento ufficiale a chi svolge da anni attività di creazione culturale, artistica e scientifica e conservazione e diffusione di conoscenze, saperi e informazioni che permettono all’uomo di essere differente dagli animali”, conclude l’accorato appello del presidente dell’Accademia marchigiana di Scienze Lettere ed Arti.

Con preghiera di diffusione

Ancona 16 giugno


da Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere e Arti




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2010 alle 11:27 sul giornale del 18 giugno 2010 - 664 letture

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