Gennari: nel patto di stabilità anche la gestione del territorio

3' di lettura 16/06/2010 -

“E’ ora che nel patto di stabilità degli Enti locali, oltre al rispetto di criteri economici e finanziari, siano introdotti elementi di valutazione legati alla gestione del territorio. E’ giunto il momento che gli interventi per la pianificazione e per la prevenzione del rischio idrogeologico entrino nella programmazione finanziaria delle istituzioni”.



E’ la proposta di Enrico Gennari, presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche lanciata al Forum nazionale sul dissesto idrogeologico in Italia, dal tema “Le Frane in Casa”, organizzato dagli Ordini regionali e dal Consiglio nazionale dei Geologi al Centro congressi “Frentani” di Roma per confrontarsi sullo stato delle conoscenze e degli strumenti a disposizione per fronteggiare il rischio idrogeologico.

“Il territorio marchigiano, come quello del resto d’Italia – ha detto Gennari -, è fragile e subisce continuamente gli effetti del rischio idrogeologico. In cinquant’anni, rispetto ad un aumento della popolazione del 30-40 per cento, l’urbanizzazione è triplicata, è aumento del 300 per cento, un incremento che ha significato perdita di valore del paesaggio e del patrimonio naturalistico della regione ma che ha messo anche a rischio la sicurezza dei cittadini. Per questo, non si può più rimandare la necessità di programmare una politica nuova, che faccia della sostenibilità il suo reale principio d’ispirazione”.

Gennari ha sottolineato che “le catastrofi, a livello nazionale, hanno provocato danni per 100 miliardi di euro, pari al valore di quattro volte la Finanziaria del 2010. Per questo, chiediamo che, ogni volta che lo Stato deve, purtroppo, intervenire in un disastro o in un’emergenza dovuta alle conseguenze della scarsa gestione del territorio, come nel caso di frane, esondazioni di fiumi, alluvioni, destini il 20 per cento della cifra che sarà costretto a impegnare, una somma che deve essere accantonata e utilizzata per interventi di prevenzione così che, nel medio e lungo periodo, si possa cominciare a lavorare sulla pianificazione e sulla programmazione del territorio, e non solo sulla rincorsa post-disastro. Noi siamo qui oggi perché vogliamo far capire alle comunità, ai cittadini che questo è un Paese che ha ‘le frane in casa’, che è necessario intervenire subito perché l’emergenza di un territorio vuol dire danni alla sicurezza, alla salute delle persone ma, soprattutto, alla qualità della vita delle persone, con conseguenze che durano anni e anni”. Dal Forum di Roma, Gennari ha ribadito che “gli strumenti tecnici per lavorare sul rischio idrogeologico ci sono e ci sono i geologi, professionisti capaci di intervenire, di progettare e di pianificare. Serve la volontà di programmare questi interventi, di investire risorse sul futuro del nostro territorio, del nostro ambiente. Proponiamo che siano scelte venti aree pilota in tutta Italia, comprese le Marche, su cui sperimentare interventi di gestione del territorio, usando già le competenze acquisite e le buone prassi consolidate, in modo da creare dei modelli da poter poi applicare a tutto il resto della regione”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2010 alle 18:10 sul giornale del 17 giugno 2010 - 584 letture

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