Confesercenti: ci preoccupa una manovra che taglia risorse e non stanzia un euro per la ripresa

confesercenti 5' di lettura 15/06/2010 -

Lettera aperta al Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, all’Assessore regionale al Turismo Serenella Moroder, all’Assessore regionale al Commercio Antonio Canzian, all’Assessore regionale alla Cultura Pietro Marcolini.



Le preoccupazioni del Presidente e della Giunta Spacca sono le nostre preoccupazioni. Ci preoccupa una manovra che taglia risorse alle Regioni ed agli Enti locali e non stanzia un euro per la ripresa. La maxisforbiciata, pari, per le Marche, a 130 milioni solo nel 2010, provocherà – come ci riferisce l’Assessore regionale Pietro Marcolini- pesanti ricadute su tutti i settori e, per cultura, turismo e commercio i trasferimenti statali saranno di appena 165 mila euro mentre il taglio conseguente al turismo è stimato in un milione di euro. Siamo consapevoli del fatto che una manovra andava fatta, per non rischiare di seguire le drammatiche sorti della Grecia e sappiamo anche che altri Paesi si sono spinti, nei numeri, molto oltre il Governo italiano; ma nei numeri più alti sono contenute misure positive , tese ad accelerare la ripresa e favorire lo sviluppo.

La nostra grande preoccupazione deriva dal fatto che commercio e turismo avrebbero necessità di risorse adeguate e dunque superiori a quelle messe in campo negli anni passati. Le ripercussioni della crisi sul commercio, infatti, stanno arrivando proprio in questo momento: è nei primi mesi dell’anno che le piccole imprese commerciali hanno iniziato ad utilizzare gli ammortizzatori sociali in deroga, dopo un lungo periodo di “resistenza”; il calo dei consumi e la riarticolazione interna (cala anche il settore alimentare, crescono solo telefonia, tecnologia, spese per wellness e fitness) non saranno transitori, ma specchio di un nuovo modello di spesa e di vita. Al commercio, dunque, servono risorse per adeguarsi a tali nuovi modelli ed offrire ai cittadini i servizi richiesti. Non solo, ma per competere con la grande distribuzione, che affronta la crisi con politiche di prezzo aggressive, il piccolo commercio ha bisogno di attivare politiche di aggregazione e di marketing, che la Regione Marche ha sostenuto, negli anni passati, attraverso i contributi ai progetti “centri commerciali naturali”. La scarsità di risorse per il turismo rischia di arrestare il duplice processo positivo messo in campo dalla Regione Marche: quello avviato dall’ottima campagna di promozione ispirata a Leopardi e quello innescato dalle risorse per la riqualificazione delle strutture ricettive. Tutto ciò, nel momento in cui è opinione comune che dal turismo e dal suo potenziamento possa derivare la ripresa economica nel nostro territorio ed un nuovo modello di sviluppo, per i quali non basterebbero le risorse messe in campo negli anni passati.

Ecco perché oltre ad essere preoccupati, siamo anche critici rispetto al fatto che, in seguito all’opposizione ai contenuti della manovra, sia stato annullato un unico elemento, quello relativo al taglio dei costi della politica. Certo era sbagliato nei modi e nei tempi e appariva punitivo per i pochi soggetti che coinvolgeva. E’ anche certo, però, che la riforma dell’organizzazione dello Stato, il contenimento dei costi della politica e l’eliminazione dei cosiddetti Enti inutili vanno affrontati con decisione e tempestività, in modo particolare ora che si stanno chiedendo lacrime e sangue ai cittadini ed alle imprese. In campo sanitario sono stati soppressi presidi ospedalieri anche importanti sul territorio, chiudere Enti inutili al confronto dovrebbe essere molto più semplice. La manovra del Governo contiene un ulteriore elemento di preoccupazione: mascherata da semplificazione, si prospetta la completa liberalizzazione. Semplificare non significa aprire un’impresa in un giorno.

Ci preme, anzi, sottolineare il pericolo della DIA immediata, se non si potenziano gli organismi di controllo. Il “Sole 24 Ore” di alcune settimane fa riferiva che, nella civilissima Lombardia, dopo l’entrata in vigore della DIA differita (anziché richiesta di autorizzazione, dichiarazione d’inizio attività con apertura dopo 30 giorni) solo il 20% delle nuove imprese è stato controllato ed il 36% di queste erano difformi da quanto dichiarato. Cosa potrebbe succedere al turismo stagionale con il nuovo meccanismo per cui, per aprire una nuova impresa, non si dovesse neppure aspettare il controllo preventivo che deve arrivare entro trenta giorni: quante potrebbero essere le imprese che nel giro di tre mesi aprono e chiudono del tutto irregolarmente, senza alcun controllo preventivo e dunque diniego nel caso di non conformità? Quanta evasione ne potrebbe derivare, e quanta concorrenza sleale a danno delle imprese regolari? Un ultimo argomento di riflessione alla nuova Giunta: il Comune di Fano si sta apprestando ad approvare una variante che introduce un nuovo centro commerciale nell’area dell’Ex Zuccherificio che metterebbe in ginocchio il piccolo commercio della città. Il Presidente della società Quadrilatero ha dichiarato, nelle settimane scorse, che all’interno dei 480.000 di nuova costruzione nella zona Fabriano - Chiaravalle ci sarà libertà di decidere le diverse destinazioni d’uso, paventando fin da ora la creazione di un grande centro commerciale, che potrebbe svuotare di funzioni commerciali e dunque di vivibilità e vitalità il centro storico e la città di Ancona. Tutto ciò, mentre la Regione ha bloccato la nascita di nuova grande distribuzione egli studi dell’Osservatorio sul commercio pongono le Marche al 3° posto in Italia per presenza della stessa GD. Per tutti questi motivi ed altri ancora derivanti dalla manovra economica o dall’applicazione della Direttiva Bolkestein, sentiamo l’urgenza di un incontro con il Presidente Spacca, gli Assessori a Commercio, Turismo e Finanze della Regione Marche.


da Claudio Albonetti
presidente Confesercenti Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-06-2010 alle 17:50 sul giornale del 16 giugno 2010 - 633 letture

In questo articolo si parla di attualità, commercio, turismo, confesercenti, claudio albonetti, manovra finanziaria





logoEV