Ascoli: manda il capo 'a quel paese', condannata

viaggio da incubo a Zanzibar 1' di lettura 14/06/2010 -

Si possono insultare i colleghi di pari grado ma non il capo. Lo ha stabilito la Cassazione che ha confermato la condanna di un'impiegata di Ascoli Piceno che aveva insultato la dirigente.



Il capo, soprattutto se si trova in un ufficio pubblico, non può essere "mandato a quel paese" o insultato con epiteti offensivi di vario genere perchè le espressioni non perdono la loro valenza ''spregiativa'' in quanto rivolte a un ''soggetto con il quale non ci si trova in posizione di parita'''.

La donna era stata condannata per ingiuria in primo grado dal giudice di pace di Ascoli Piceno e in secondo grado. Ora dove pagare anche 1.200 euro di spese legali e risarcire il capo.






Questo è un articolo pubblicato il 14-06-2010 alle 19:28 sul giornale del 15 giugno 2010 - 981 letture

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