Olio, Coldiretti: si gurada più alla provenienza che al prezzo ma ai produttori resta il 19%

olio 2' di lettura 12/06/2010 -

I marchigiani che acquistano olio sono più attenti alla provenienza delle olive che al prezzo, tanto che nel 50 per cento dei casi fanno i loro acquisti direttamente in campagna, ma oggi ai produttori resta in tasca appena un quinto del prezzo pagato per ogni bottiglia prodotta.



E' il quadro che emerge dalla prima ricerca su produttori e consumatori di olio realizzata dalla professoressa Adele Finco, dell'Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con Coldiretti Ancona e Aspea, l'azienda speciale della Camera di Commercio di Ancona. Un'iniziativa pensata per fare un quadro della situazione di un settore qualitativamente importante dell'agricoltura marchigiana, al fine di impostare le strategie di rilancio. Strategie che guardano, innanzitutto al consumatore. Il 64% dei cittadini intervistati nella ricerca della professoressa Finco preferisce acquistare un prodotto della regione Marche rispetto ad un prodotto nazionale, perché lo considera di maggior qualità, grazie alla fiducia accordata ai produttori locali e alla possibilità di valorizzare il territorio e l'economia regionale. Ad influire sulle scelte d'acquisto, sottolinea Coldiretti, sono, dunque, la provenienza delle olive e la qualità, mentre il prezzo viene soltanto al terzo posto.

"Se sul territorio regionale un'azienda su tre che fa vendita diretta ai cittadini ha scelto di produrre olio extravergine d'oliva, occorre sostenere questo fenomeno attraverso i mercati degli agricoltori o le iniziative di promozione - ha sottolineato Maurizio Monnati, presidente di Coldiretti Ancona -, ma anche informare i consumatori sulla nuova etichettatura d'origine dell'olio che impedisce truffe e concorrenza sleale, e aiutarli a riconoscere il vero made in Marche". La situazione nelle campagne non è però positiva. Tra aumento dei costi di produzione e calo dei prezzi, ai produttori resta appena il 19 per cento del valore del proprio olio.

"Occorre credere nella filiera dell'olio d'oliva - ha aggiunto Paolo Petrini, vicepresidente della Regione Marche -, aumentando la produzione e organizzando i produttori coinvolgendoli anche nella fase di promozione e commercializzazione, per spiegare ai consumatori il valore dell'extravergine prodotto sul territorio". "Considerata la notevole sinergia rinvenibile tra la filiera corta e la effettiva riconoscibilità del legame produttore consumatore - ha rilevato la professoressa Adele Finco - , si suggerisce di potenziare per l'olio extravergine il progetto di filiera attraverso la promozione della filiera corta e dei suoi circuiti di commercializzazione". Tra le province quelle più produttive sono Ascoli e Fermo. E' da loro che viene oltre la metà dell'olio marchigiano (53 per cento), davanti a Macerata (21 per cento), Ancona (17 per cento) e Pesaro (9 per cento).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-06-2010 alle 16:37 sul giornale del 14 giugno 2010 - 619 letture

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