Le Marche leader dell'artigianato ma il fatturato cala soprattutto nel manifatturiero

trend marche 4' di lettura 11/06/2010 -

Presentato all’Università Politecnica di Ancona “Trend Marche”, l’osservatorio semestrale sull’artigianato e la piccola impresa, promosso da Banca Popolare di Ancona, Confartigianato Marche, Cna Marche, con la collaborazione dell’Istat e dei centri studi Sintesi di Mestre e Sistema di Ancona.



Le Marche, anche dopo la crisi, restano la regione leader dell’artigianato. Ad affermarlo un’indagine di “Trend Marche”, l’osservatorio semestrale sull’artigianato e la piccola impresa, promosso da Banca Popolare di Ancona, Confartigianato Marche, Cna Marche, con la collaborazione dell’Istat e dei centri studi Sintesi di Mestre e Sistema di Ancona. Le Marche, secondo i dati presentati oggi all’Università Politecnica di Ancona, sono la regione con la più alta percentuale di valore aggiunto prodotta dall’artigianato (19,7 per cento rispetto ad una media nazionale dell’11,9) mentre al secondo posto c’è il Veneto con il 16,1 per cento. Inoltre siamo al primo posto anche come occupati nel settore (il 27,6 per cento degli addetti mentre in Italia ci si ferma al 17,8). Nella nostra regione ogni cento abitanti ci sono 3,3 aziende artigiane, primato condiviso con la Valle d’Aosta. “Questi numeri” ha affermato Michele Bacco che ha curato la ricerca sul ruolo delle Marche in Italia “ dimostrano la forza del settore e indicano nel comparto artigiano lo strumento più solido che la regione ha a disposizione per poter affrontare al meglio la crisi.”

L’iniziativa di presentazione di “Trend Marche”, è stata coordinata dal direttore della Banca Popolare di Ancona Luciano Goffi mentre la relazione introduttiva è stata di Renato Picciaiola presidente della Cna Marche. Sono inoltre intervenuti l’assessore regionale Marco Lucchetti,i consiglieri Enzo Giancarli e Fabio Badiali, il dirigente del servizio artigianato della Regione Fabrizio Costa, Bruno Panieri responsabile Confartigianato Marche per le politiche economiche e due imprenditori, Bruno Crescimbeni e Fabrizio Moretti, che si sono soffermati sull’importanza delle “reti d’impresa”. Presente Roberta Palmieri per l’Istat. Le indicazioni di Trend Marche, l’Osservatorio delle imprese marchigiane con meno di 20 addetti, indicano come il secondo semestre 2009 si sia chiuso con una diminuzione del fatturato del 4,7 per cento che per il manifatturiero sale al 14,4 per cento mentre servizi e costruzioni restano sostanzialmente stabili. Anche gli investimenti registrano una diminuzione del 30,7 per cento “Analizzando i singoli settori “ha spiegato Ilario Favaretto dell’Università di Urbino “Carlo Bo” che ha realizzato l’indagine sull’andamento delle imprese artigiane “ si registra per la meccanica un calo del fatturato del 15,3 per cento e per il mobile il 2009 si chiude con –8,3 per cento. Pesante la crisi per il calzaturiero che vede ridursi il fatturato del 29,4 per cento mentre per il tessile il calo è stato del 5,7 per cento. Il settore delle trasformazioni alimentari è l’unico a registrare una crescita del 4 per cento. Tra le attività del terziario, mentre i servizi alle persone e alle famiglie registrano anche a fine 2009 un aumento del fatturato del 14,6 per cento, per i trasporti i dati sono meno buoni e parlano di una contrazione del 10,1 per cento. Infine,per le riparazioni veicoli, il 2009 si chiude con una inversione di tendenza: il fatturato riprende a salire (+1,2%) dopo tre semestri consecutivi di calo.”

Nella capacità di reazione delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese marchigiane di fronte alla crisi, un ruolo importante lo ricoprono i Confidi Secondo un sondaggio effettuato su un campione di imprese iscritte ai Confidi delle associazioni artigiane, ben l’89 per cento si dichiara soddisfatto sull’attività di informazione e consulenza offerta da queste strutture. Più problematico il rapporto delle imprese con le banche. “Per il 45 per cento le imprese marchigiane” ha sostenuto Gian Luca Gregori dell’Università Politecnica delle Marche, che ha presentato i risultati di un sondaggio “il sistema del credito è lento e burocratico e solo per il 28,1 per cento risponde alle esigenze finanziarie delle imprese mentre per il 17 per cento è flessibile e rapido. Per il 17,2 per cento si è avuta una restrizione del credito concesso dalle banche” Ma qual è la situazione finanziaria degli artigiani delle nostra regione? Per il 32 per cento di loro non ci sono stati mutamenti rilevanti, malgrado il manifestarsi della crisi economica, mentre nel 35 per cento dei casi la situazione viene descritta come “discreta” e il 23 per cento delle imprese sta attraversando un momento di grande criticità.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2010 alle 17:59 sul giornale del 12 giugno 2010 - 581 letture

In questo articolo si parla di attualità, confartigianato, artigianato, manifatturiero





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