UGL: la riduzione delle risorse non può ricadere sulla sanità marchigiana

Lina Rossi 3' di lettura 05/06/2010 -

L’UGL Sanità Provinciale di Ancona, nella persona di Lina Rossi, in seguito agli articoli comparsi inerenti i tagli alle regioni, previsti nella nuova manovra finanziaria, tiene a precisare quanto segue.



La riduzione delle risorse economiche ed umane non possono assolutamente ricadere nella sanità marchigiana e di Ancona, che ormai da anni è sottoposta alla scure della riduzione sia dei fondi che del personale, a tal punto che molti servizi annaspano per mantenere un livello decente di prestazioni e ci riesce solo grazie ai sacrifici, alla professionalità ed alla coscienza del personale.
Personale ormai allo stremo, senza sicurezza di avere i riposi e le ferie di cui ha diritto, medici che sono di guardia 24 al giorno, al di fuori di ogni regola legale.


E’ necessario piuttosto rimuovere le cause di inefficienza dovute quasi sempre a vertici incompetenti e tuttavia compensati con stipendi altissimi, che spesso più che migliorare l’efficienza e l’organizzazione, mantengono il clima di lavoro nel caos, così da sentirsi potenti
Un esempio per tutti, ma non il solo, la situazione in cui si dibatte il Centro Regionale Dialisi pediatrico del Salesi che attualmente si regge su un solo medico e due infermieri. E’ indubbio che ciò non corrisponda ad alcun standard di legalità. Il medico infatti si trova ad essere in servizio per ventiquattro ore continuative senza riposo e con obbligo anche della reperibilità notturna quotidiana.


E’ da incoscienti per la terapia dialitica neonatale intensiva disporre di un solo monitor di dialisi extracorporea tra l’altro non idoneo per rispondere a eventuali casi di emergenza-urgenza. Situazione questa delle attrezzature conosciuta e denunciata dalla sottoscritta ormai da anni ma a cui non è stata data alcuna soluzione.
La direzione generale dell’ Azienda Ospedali Riuniti nell’ultimo mandato ha sempre portato avanti un’ottima linea di azione rivolta al miglioramento della struttura e dei servizi, anche se a volte, come per i parcheggi cade in contraddizione facendo pagare un’ulteriore salata tassa a pazienti e familiari, d’altronde questo è il risultato se vengono tagliati con l’accetta i fondi necessari a tre ospedali, che sicuramente non possono essere gestiti con le noccioline o i fondi di magazzino.


La sottoscritta è convinta che tutto andrebbe per il meglio se la dirigenza fosse veramente sottoposta ad una seria e precisa valutazione non solo in base alle capacità specifiche della propria professione, in primis medica, ma anche di quelle organizzative e gestionali.
Non si può lasciare servizi e reparti in mano a persone che non mostrano alcuna coscienza nei confronti del personale, ma soprattutto dei malati, siano essi adulti o bambini, persone questi dirigenti che non si preoccupano delle attrezzature e della loro funzionalità, che non ascoltano il loro personale specializzato quando viene segnalato un problema.


Riprendiamoci la coscienza di avere tra le nostre mani la vita delle persone e la loro qualità di vita, sia come diritto alla salute, sia come diritto ad un clima di lavoro, che se non ottimo possa almeno essere accettabile.
Finiamola di fare i giri di valzer sulle poltrone dei direttori generali e del loro staff, evitiamo che ogni pochi anni i nuovi arrivati debbano ricominciare daccapo, ma mettiamo anche loro in grado di lavorare e far lavorare bene.


da Lina Rossi
Responsabile Provinciale Sanità – UGL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2010 alle 10:51 sul giornale del 07 giugno 2010 - 794 letture

In questo articolo si parla di lavoro, Lina Rossi





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