Celebrazioni di Matteo Ricci: non dimenticare i diritti umani

giancarlo d'anna 1' di lettura 03/06/2010 -

D'Anna: il padre Gesuita oggi sarebbe visto come un dissidente e arrestato



Se padre Matteo Ricci fosse vivo, e in Cina,in questi giorni sarebbe probabilmente finito in galera come accade ai tanti attivisti e dissidenti che vorrebbero celebrare il 21esimo anniversario del massacro di Piazza Tienanmen del 4 giugno 1989 che ricorre domani. In questi giorni, infatti, in Cina continuano arresti e “sparizioni temporanee”mentre alcuni protagonisti delle manifestazioni del 1989 restano a marcire in galera. Da una parte galera e repressione, dall'altra feste e banchetti per celebrare il nuovo impero cinese a Shangai nella speranza che coi cinesi si concluda qualche affare.

Un conto è la ricerca di nuovi mercati, altra cosa e chiudere gli occhi di fronte ai crimini vecchi e nuovi perpetrati dal regime cinese anche in funzione dello sviluppo economico come testimonia il lavoro forzato nei Laogai. E allora se si crede veramente nella figura di Padre Matteo Ricci, tra un brindisi e l'altro, tra un contratto e l'altro sarà opportuno sollevare la questione del rispetto dei Diritti Umani in Cina. In caso contrario il ricordo di Padre Matteo Ricci potrebbe sembrare solo e semplicemente una “trovata” commercial-pubblicitaria che niente ha che fare col “dialogo tra le culture” com'è stata definita dal Papa la missione del Padre Gesuita.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2010 alle 17:58 sul giornale del 04 giugno 2010 - 678 letture

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