Massimo Rossi: \'Reddito sociale indipensabile contro la crisi\'

massimo rossi 6' di lettura 19/03/2010 - Intervista al candidato presidente della sinistra radicale, Massimo rossi, che critica l\'eventuale cessione della Merloni al gruppo cinese e propone di puntare sui giovani talenti per la ripresa economica.

Rossi, nel corso del confronto tra i candidati organizzato da Confindustria Marche lei ha detto che la diminuzione della pressione fiscale non è la strada giusta per far ripartire l\'economia. Cosa propone?

\"Molto risorse che oggi sono utilizzate per le grandi infrastrutture, che non sempre sono indispensabili, potrebbero essere indirizzate alla ricerca e all\'innovazione, come massicci investimenti per riacquisire e consolidare la conoscenza che si forma nelle nostre università. Un intervento di questo tipo avrebbe un costo molto minore delle infrastrutture materiali, che come dimostrato da analisi economiche anche recente non hanno un impatto vantaggioso a breve e medio termine, e in alcuni casi nemmeno a lungo termine. E\' solo un esempio, ma ci sono tante risorse che si possono recuperare. Questo deve essere è il primo sostegno concreto all\'economia: mettere a disposizione delle imprese giovani selezionati con criteri da condividere con le imprese stesse. Dobbiamo mettere in campo un\'evoluzione sostenibile e durevole\".


Per quanto riguarda l\'accesso al credito, invece?

\"Intervenire sul credito deve essere un\'altra priorità, attivando tavoli con gli istituti di credito per stanare i soggetti che operano nella finanza con atteggiamenti che non premiano gli imprenditori. Si tratta di sviluppare un nuovo rigore finanziario e un supporto all\'apertura del credito, mettendo in piedi vere e proprie forme di partnership con gli istituti finanziari\".


Ad inizio campagna elettorale lei è stato a Fabriano per incontrare i dipendenti della Merloni. Come valuta le trattative con i possibili acquirenti cinesi?

\"Personalmente, ho già avuto una brutta esperienza con i cinesi. La cartiera di Ascoli è stata chiusa nel novembre 2007. E sulla chimera dei cinesi, il Pd ha fatto due campagne elettorali: una alle politiche, dove è stato eletto un deputato, ed una alle ultime provinciali, dove sono stati sconfitti. Ho l\'impressione che la trattativa per la Merloni sia un secchio d\'acqua per raffreddare un clima molto infuocato. Non voglio essere una cassandra: dovremmo guardarci dentro e vedere che tipo di piano industriale offrono questi investitori. Ad ogni modo, bisognerà sforzarsi per sostenere ed accompagnare una riconversione di quelle produzioni, magari guardando alle energie rinnovabili e diffuse. I paesi d\'Europa che hanno investito questo dimostrano che è un settore dell\'economia che offre molte possibilità di creare ricchezza ed occupazione\".


Lei propone a gran voce l\'istituzione di un reddito sociale per combattere la crisi. Si tratterebbe di una manovra con costi molto alti per la Regione. Dove troverebbe le risorse?

\"Certamente, istituire il reddito sociale sarebbe un grosso peso per il bilancio. Ecco perché sono contrario alla revisione della massa fiscale che la Regione percepisce. Il costo stimato è di circa 15-20 milioni di euro, anche se si tratta di un calcolo empirico. Si potrebbe partire con un intervento di durata triennale, sperando che nel frattempo la crisi inizi ad allentare la sua presa. Il reddito sociale che proponiamo costituisce un intervento economico, un sussidio materiale per disoccupati e precari di lungo periodo, ma potrebbe anche essere erogato con servizi, sgravi fiscali, cultura, formazione e servizi sociali. Quanto alle risorse, inizierei con dei tagli al bilancio regionale, che secondo me sono più che fattibili, per recuperare risorse. Ma attingerei anche ai fondi europei e statali. E\' impossibile pensare che migliaia di persone della nostra regione possano restare senza reddito: sarebbe una disfatta dal punto di vista sociale ed economico\".


La sanità occupa l\'80% del bilancio regionale. Come si può ridurre la spesa?

\"Direi che dobbiamo alzare la voce e battere i pugni sul tavolo, a livello nazionale, per le risorse sulla sanità. La nostra è la regione più sottodotata in termini di finanziamento statale sanitario pro capite, e questo non è mai stato detto nel corso della campagna elettorale. Eravamo quart\'ultimi, e secondo le ultime stime siamo scesi all\'ultimo posto. Dobbiamo farci sentire e chiedere una quota maggiore, che ci consentirebbe di contenere il contributo che proviene dal bilancio\".


Il centro-destra sta insistendo molto su un\'altra voce del bilancio, e cioè l\'1% riservato al turismo. Che strategia propone la sinistra radicale?

\"Riorientare le risorse disponibili, con interventi rinnovati e nuove forme di credito. Il punto chiave, però, per lo sviluppo turistico è un altro: si tratta del supporto formativo e manageriale da offrire al sistema delle imprese, che vanno coinvolte in processi di formazione e condivisione di proposte organiche. Servono osservatori territoriali dinamici, che tengano conto della caratteristiche esclusive del territorio. Solo partendo dalle differenze che fanno delle Marche una regione plurale si può fare la differenza. Anche perchè il turismo non si può rilanciare con servizi e strutture standardizzati. Noi dobbiamo puntare su quello noi abbiamo, e gli altri non hanno. Le Marche stesse devono diventare un evento\".


Che idea si è fatto del progetto con Dustin Hoffman realizzato dalla giunta uscente?

\"Non mi piace sparare giudizi affrettati, ma sicuramente lo spot ha dei pro e dei contro: potrebbe essere efficace per il mercato nazionale ed europeo, ma non credo funzionerà anche per altri mercati più lontani. Sono sicuro di un\'altra cosa: è inaccettabile che il giorno che si presenta lo spot e la campagna per il turismo, venga approvato anche un piano-casa che prevede interventi che rischiano di snaturare le bellezze su cui, invece, bisognerebbe costruire la proposta. E poi c\'è la questione dei costi. Quei soldi potevano essere utilizzati per realizzare percorsi e reti indispensabili per far funzionare il turismo. Penso allo sviluppo di forme di turismo a tema. Le reti, alimentate e ben progettate, catturano le persone e le attraggono. La domanda non può essere generica ed alimentata con uno spot. Ad Ascoli, nella provincia che ho governato, abbiamo registrato il doppio della permanenza dei turisti rispetto alla media regionale. E\' il risultato di un\' azione politica tesa a creare elementi che cercano di coinvolgere il turista sin dal suo arrivo\".


Le ultime elezioni regionali in Francia hanno fatto registrare un astensionismo record del 48%. Esiste un rischio simile anche per le elezioni regionali italiane, secondo lei?

\"Il rischio c\'è, lo sto misurando in prima persona nel corso di questa campagna elettorale. Le scelte dei partiti maggiori, tutte tattiche e basate su logiche di potere, offendono e disilludono un cittadino che si sente trattato in maniera irrispettosa. Se sommiamo questo fattore alla crisi economica e all\'inquietudine sociale , ne viene fuori una miscela esplosiva che può portare ad un preoccupante astensionismo. Speriamo di riuscire a lavorare su questo terreno per riportare la fiducia: partiamo da un astensione del 30% di cinque anni fa, ma stavolta rischiamo percentuali più alte\".






Questa è un'intervista pubblicata il 19-03-2010 alle 17:52 sul giornale del 20 marzo 2010 - 664 letture

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