Fabriano: Tenta di uccidere un connazionale, marocchino in manette

carabinieri di novafeltria 2' di lettura 14/02/2010 - Una lite che finisce nel sangue e solo per il tempestivo intervento dei carabinieri, si evita l’omicidio. E’ accaduto alle 3 di sabato mattina, prima all’interno di un locale in piazza Garibaldi, al centro di Fabriano, poi in strada. Protagonisti, due marocchini entrambi in regola con i permessi di soggiorno. L’aggressore, un diciottenne domiciliato a Fabriano, è stato arrestato dopo un’ora dai carabinieri.

Due amici al tavolo di un bar in piazza Garibaldi, al centro di Fabriano. Una lite che degenera, e si sposta all’esterno, in strada. Uno dei due marocchini che afferra un grosso boccale da birra e colpisce con violenza il connazionale, fino a farlo stramazzare, tramortito e sanguinante, a terra. Tutto accade in una manciata di concitatissimi minuti in cui l’aggressione avrebbe potuto tramutarsi in omicidio. Dopo aver colpito al capo l’amico, il marocchino - M.K. le sue iniziali, 18enne - scappa e lascia l’altro a terra moribondo. Qualcuno chiama il 112 e l’ambulanza. Sono le 3 del mattino di sabato. Sul posto intervengono i militari del Nucleo operativo radiomobile di Fabriano e la pattuglia di Sassoferrato. Il ferito - R.C., 31 anni marocchino, in regola col permesso di soggiorno - è ancora in terra sanguinante. Ha una profonda ferita al capo, tanto che viene trasportato in gravi condizioni all’ospedale Profili di Fabriano, dove è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione.

Scatta la caccia all’uomo, coordinata dal comandante della Compagnia carabinieri, capitano Benedetto Iurlaro, che organizza una vera task-force per risalire all’identità dell’aggressore. L’uomo sembra nel frattempo essersi dileguato. Le ricerche muovono su diversi filoni d’indagine, tra cui il controllo dei tabulati telefonici della vittima. Dai riscontri, emerge che appena una settimana prima, il 31enne era stato controllato dai militari insieme a un connazionale, M.K. di 18 anni domiciliato a Fabriano e anch’egli in regola con il permesso di soggiorno. Immediato il blitz nella sua abitazione, ma il giovane non c’è. Trenta militari vengono impiegati per la ricerca del marocchino, ormai ritenuto il presunto colpevole. Dopo circa 1 ora il giovane viene rintracciato per le vie di Fabriano. E’ in stato confusionale ma le mani e gli abiti ancora sporchi di sangue lo inchiodano. Poi, interrogato, confessa di aver avuto una violenta lite con un connazionale. Nel frattempo, i carabinieri hanno raccolto varie testimonianze di persone che loro malgrado hanno assistito alla scena o hanno notato particolari utili a riconoscere l’aggressore. Emergono inconfutabili elementi che riconducono al 18enne marocchino quale responsabile del tentato omicidio del connazionale. Pertanto, scatta l’arresto e viene rinchiuso alla casa circondariale Montacuto di Ancona a disposizione del sostituto procuratore di Ancona, dottor Rosario Lionello.






Questo è un articolo pubblicato il 14-02-2010 alle 22:52 sul giornale del 15 febbraio 2010 - 1355 letture

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