Atletica: prove multiple, cinque preziose medaglie all’atletica marchigiana

palmieri 7' di lettura 01/02/2010 - Mentre una fitta nevicata si adagiava, domenica sera, sul tetto del Banca Marche Palas di Ancona, all’interno il clima si faceva sempre più caldo. Si accendevano infatti le ultime sfide tricolori delle prove multiple, che hanno regalato cinque preziose medaglie all’atletica marchigiana.


Dall’oro di Riccardo Palmieri (Sport Atletica Fermo) nella gara assoluta, ai due metalli per Jennifer Massaccisi, che nello stesso momento si mette al collo il bronzo assoluto e l’oro promesse, con Enrica Cipolloni argento in quest’ultima gara, a siglare una doppietta firmata Tecno Adriatletica Marche. Completa il quadro un altro argento: quello di Leonardo Ottaviani dell’Avis Macerata, con la seconda miglior prestazione italiana all-time nell’eptathlon juniores, per un totale di 2 ori, 2 argenti e 1 bronzo. E anche la vincitrice assoluta tra le donne, la lombarda Cecilia Ricali, vive ormai nelle Marche. Da novembre si è trasferita a San Benedetto del Tronto (AP), per allenarsi con il tecnico Francesco Butteri, che segue pure Palmieri, Massaccisi e Cipolloni: per questo gruppo di atleti quindi un bottino finale di 3 ori (più 1 argento e 2 bronzi, considerando anche quello di Serena Capponcelli tra le promesse).



Il fascino delle prove multiple è dato proprio dalla loro complessità: ci si deve misurare in più discipline, e solo i più costanti e completi vengono premiati. Al coperto, le prove sono sette per i maschi (su due giornate) e cinque al femminile (tutte in un giorno), con l’imprevisto sempre dietro l’angolo. La riprova si è avuta anche in questo week-end, quando il carabiniere Franco Casiean, che era ampiamente al comando della classifica parziale, ha fallito per tre volte la misura d’entrata nel salto con l’asta (posta a 4 metri). E così Palmieri ha preso il largo a suon di primati personali (60 ostacoli e asta) verso il suo primo titolo assoluto, dopo quello promesse del 2005: un traguardo forse insperato, ma in fondo meritato, perché fortemente voluto e per di più giunto con un risultato tecnico dignitoso. Per lui alla fine 5402 punti, che migliorano il primato personale (e regionale) di 5188 che gli apparteneva e risaliva proprio alla gara di cinque anni fa, quando vestiva la casacca della Sangiorgese Tecnolift, allenandosi con Robertais Del Moro. Ma nel 2007 decise di rivolgersi a Butteri, che adesso lo segue coadiuvato da Sergio Catasta per il salto con l’asta.


“Due persone speciali”, afferma Palmieri, che ha 24 anni, risiede a Lapedona (FM) e tutti i giorni si reca al campo di San Benedetto, mentre per tre mattine alla settimana si prepara a Fermo. “Ormai pratico a tempo pieno l’atletica: spero di poter entrare presto in un gruppo sportivo militare. Da un paio di anni ho interrotto gli studi in Scienze Motorie, ma conto di finirli prima o poi, non mi piace lasciare le cose a metà. Nella mia vita, oltre allo sport, c’è Letizia: stiamo insieme da tre anni e mezzo, fa la maestra elementare e da settembre ci vediamo di rado, perché adesso insegna a Treviso. Le avevo promesso che stavolta avrei fatto qualcosa di speciale. I miglioramenti sono tutti dovuti a chi mi sta vicino, in particolare i miei genitori. E dire che ho iniziato la preparazione soltanto a inizio dicembre, per uno strappo al retto femorale che continua a darmi fastidio nel salto in lungo. Spero di trovarmi di nuovo in gara con Casiean all’aperto, la rivincita è dovuta”. Come conferma il caposettore nazionale delle prove multiple, Bruno Cappello, per Palmieri quest’anno c’è la concreta possibilità di vestire la maglia azzurra nella Coppa Europa di decathlon, che si svolgerà alla fine di giugno a Hengelo, in Olanda.




Chi non sorprende, ma anzi ripete il successo del 2009, è Jennifer Massaccisi, di nuovo tricolore tra le under 23 nel pentathlon. “Temevo di essere una campionessa uscente”, ammette la ventunenne della Tecno Adriatletica Marche, “invece sono riuscita a confermarmi e con il primato personale, anche se potevo ottenere un punteggio ancora migliore”. Per lei quindi nuovo record regionale promesse portato a 3889, sessanta punti in più del precedente. “Nella finale dei Societari a Busto Arsizio, a metà settembre, avevo subìto un infortunio piuttosto serio: uno strappo muscolare che mi ha tenuto ferma fino a dicembre, non credevo di recuperare così presto”. Risiede a Martinsicuro (TE), “ma è solo un fatto geografico, in realtà i miei genitori sono entrambi marchigiani e la mia seconda casa è il campo di atletica a San Benedetto del Tronto, quindi mi sento marchigiana a tutti gli effetti”.


Alle spalle della Massaccisi (che fa suo anche il bronzo assoluto), c’è la compagna di allenamenti Enrica Cipolloni, al primo anno della categoria promesse dopo i successi degli anni scorsi tra le juniores: dai titoli nell’alto a quello nelle prove multiple all’aperto lo scorso anno a Grosseto, quando le due (che sono anche cugine di secondo grado) fecero l’en-plein. La Cipolloni totalizza 3674 punti che valgono inoltre il quarto posto nel settore assoluto, dove s’impone la fiamma azzurra Cecilia Ricali: dalla provincia di Pavia (e dalla sua Parona) ha preso armi e bagagli per andare, anche lei, in quel di San Benedetto. “Fino all’anno scorso mi allenava Francesco Gioia, che è anche il mio fidanzato”, racconta Cecilia, 25 anni compiuti pochi giorni fa. “Ma lui adesso fa il preparatore atletico per una squadra di basket e non avrebbe più avuto il tempo di seguirmi: da qui la decisione di rivolgermi a quello che ritengo il miglior tecnico italiano per le prove multiple, Francesco Butteri. Il “prof” è molto preparato, sotto tutti i punti di vista, e si è creato davvero un bel gruppo affiatato.


Le Fiamme Azzurre hanno pienamente appoggiato la mia scelta, comunque sentivo un po’ di pressione, anche da parte della famiglia: l’anno scorso mi sono laureata in Fisioterapia e adesso mi dedico completamente all’atletica, da professionista. Però io vivo intensamente le prove multiple”, ammette con un largo sorriso dopo il suo terzo titolo nel pentathlon (che fa seguito a quelli del 2006 e 2007), “in questo tipo di gare mi esprimo al meglio. Con lo score di 4205 ho migliorato il primato personale, che era di 4149, ma per soli 5 punti non ho guadagnato posizioni nelle graduatorie all-time. Per la stagione all’aperto, vorrei tanto progredire all’aperto: lì non ci riesco dal 2007, anche perché ho perso la stagione successiva per infortunio”. A San Benedetto da quest’anno c’è anche la ventunenne emiliana Serena Capponcelli (oro alle Gymnasiadi 2006 nel salto in alto), che ad Ancona è salita sul terzo gradino del podio tra le promesse.




Gara tutta da incorniciare per Leonardo Ottaviani, giovane talento dell’Avis Macerata allenato da Luca Ciaffi e seguito anche da Franco Lorenzetti per il salto con l’asta. Nell’eptathlon juniores, l’argento di Ottaviani fa il paio con quello ottenuto due anni fa tra gli allievi e vale il secondo posto nelle liste under 20 di sempre (5030 punti), oltre che ovviamente il primato regionale di categoria. “La vigilia non lasciava presagire niente di buono, tra infortuni e febbre”, dichiara Leonardo, che frequenta il liceo scientifico a Macerata.

“Invece sono partito bene, con un inatteso miglioramento sui 60, mentre il lungo è andato sotto le aspettative. Personale anche nel peso e sui 60 ostacoli, eguagliando quello nell’alto, poi ho impostato un 1000 metri sulla difensiva che però mi ha regalato l’argento”, alle spalle di Elamjad Khalifi, tunisino di Cento (FE). Ma il risultato tecnicamente migliore della due giorni di Ancona è stato probabilmente l’1.87 della junior Elena Vallortigara nel salto in alto.


“Fino a misure intorno all’1.82 sono sempre abbastanza sicura”, ammette la veneta, “poi quando l’asticella va almeno 2-3 centimetri più su, sembrano pochi ma non è così. Però stavolta, facendo 1.84 e 1.87 in entrambi i casi alla terza prova, credo di aver superato anche quel blocco psicologico che potevo avere”. La Vallortigara è arrivata a un solo centimetro dal primato italiano juniores che è di 1.88: avrebbe potuto migliorarlo con 1.89, invece ha chiesto di saltare 1.90, anche se senza successo (“L’ho fatto perché vorrei abbattere questo muro”). Tutto questo nel corso di un pentathlon che l’ha vista laurearsi campionessa italiana under 20, alla sua prima gara di prove multiple indoor.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2010 alle 19:53 sul giornale del 02 febbraio 2010 - 787 letture

In questo articolo si parla di sport, atletica, fidal marche