Esabes: l\'Open Marke of Ideas come motore dell\'innovazione

3' di lettura 05/12/2009 - Le idee non nascono dal nulla, e lo sanno bene coloro che all’interno di uffici tecnici e reparti R&D di piccole, medie e grandi imprese sono incaricati di condurre l’innovazione aziendale.
A questo riguardo la condivisione del know-how può rappresentare il vero motore dell’innovazione, soprattutto per la possibilità applicative anche all’interno delle PMI.


INNOVAZIONE DALL’INTERNO DELL’AZIENDA
L’impulso all’innovazione viene tradizionalmente dai rapporti interni alla filiera produttiva:
1) dando risposta a necessità finora inespresse dei propri clienti
2) mettendo in pratica suggerimenti provenienti da fornitori e terzisti nell’ottica di un co-design che determini il successo di tutti i presenti nel sistema – impresa.

INNOVAZIONE ATTRAVERSO TERZI- L’EFFETTO RETE
Ci sono poi i cosiddetti Imprenditori tecnologici (Technology Entrepreneurs ) incaricati di instaurare e mantenere rapporti costruttivi con università e centri di ricerca senza disdegnare un attenzione particolare al mondo delle fiere e dei congressi tecnico – scientifici.

Ma nell’era dell’open source un nuovo motore per l’innovazione è rappresentato dall’Open Market of Ideas: motore aperto delle idee.
Un esempio: il sito www.yet2.com è frutto della collaborazione tra alcuni colossi mondiali (Panasonic, P&G, Siemens, Samsung, Bayer, Agfa, Microsoft, Philips, ecc.) e rappresenta attualmente il più grande mercato on-line per il trasferimento bidirezionale (in uscita e in ingresso) del know-how in possesso di aziende, università e centri di ricerca.

Il meccanismo di funzionamento è semplice: chiunque, una volta divenuto partner di Yet2.com, ha la possibilità di presentare sul sito le tecnologie di cui è alla ricerca o di cui è in possesso e di cui vuole cedere i diritti di utilizzo.

Il sito favorisce la creazione di rapporti tra chi cerca e chi cede knowhow, dopodichè la compravendita di sapere intellettuale si realizza in autonomia dal sito.

E’ questa la logica Dell’innovazione aperta - open-innovation che deve guidare le PMI italiane verso l’affermazione delle proprie peculiarità. Come?
La strada parte dalla presa di coscienza del proprio valore aggiunto, di quel tassello della catena del valore che nel passato ha costituito e nel presente costituisce la ragion d’esistere di un’azienda.

La sua traduzione in un successo futuro è possibile facendo sistema ogni qualvolta ci si accorge ad esempio…
… che ad uno spiccato valore tecnico del proprio prodotto non si associa un’eguale potenza di marketing e quindi sviluppo commerciale
… che ad un’idea di sicuro successo mancano solo le basi finanziarie per la realizzazione
… che ad una giovane impresa rampante manca la solidità e l’esperienza di una realtà economica affermata o viceversa che quest’ultima si accorge di aver perso lo slancio degli inizi (secondo la vecchia figura simbolica del “nano che poggia sulle spalle del gigante per guardare lontano”).

In questi casi si può e si deve fare sistema…e per chi non si convince un’occhiata al programma CONNECT & DEVELOP sviluppato dalla P&G.

Un’evoluzione dell’R&D, è il C&D in cui anche un colosso come la Procter & Gamble si rende protagonista talvolta di acquisizione, talvolta di cessione di tutto quello che è tecnologia e brand, sempre all’insegna dell’innovazione.

Dai colossi una lezione di strategia, efficienza ed organizzazione… anche per le PMI del panorama italiano.





Questo è un articolo pubblicato il 05-12-2009 alle 10:16 sul giornale del 07 dicembre 2009 - 7992 letture

In questo articolo si parla di economia, esabes, Saverio zitti, idee

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