Cna: un\'impresa su quattro è \'rosa\'

donna imprenditrice 2' di lettura 26/09/2009 - Donne sempre più presenti in economia ma ancora poco visibili rispetto ai colleghi maschi. Pesano le difficoltà nell’accesso al credito e la mancanza di una rete di servizi adeguata. Malgrado queste difficoltà, le imprese marchigiane guidate da donne sono ormai 42.462 pari al 23,8 per cento del totale.

La provincia con la maggior presenza di imprenditrici è Ancona con 11.542 aziende “rosa”. Seguono Ascoli e Fermo con 11.079, Pesaro con 10.055 e Macerata con 9.786 aziende al femminile.


Attività immobiliari ed informatici, servizi sanitari e sociali, turismo ma anche l’edilizia ed i trasporti, a conferma del fatto che le donne marchigiane si rimboccano le maniche e si cimentano anche in mestieri tradizionalmente maschili. Sono questi i settori che vedono una crescente presenza delle donne titolari d’impresa mentre si registra un calo nel commercio, in agricoltura e nei settori manifatturieri.


Le problematiche dell’imprenditoria femminile e le politiche per sostenere il settore nell’attuale situazione di crisi sono state al centro dell’Assemblea regionale del comitato Cna Impresa Donna delle Marche, che si è tenuto a Falconara e che ha confermato alla presidenza Cesarina Vagnoni, imprenditrice ascolana del settore moda, Del Comitato Cna Impresa Donna fanno inoltre parte Emilia Esposito e Sabrina Cardinali di Pesaro –Urbino, Rosanna Santarelli e Patrizia del Savio di Fermo, Adriana Bandoni e Giovanna Curto di Ancona e Sandra Gouveia di Ascoli Piceno.

“L’imprenditoria femminile” sostiene Cesarina Vagnoni che è stata anche chiamata a far parte del Comitato nazionale Cna Impresa Donna. “potrebbe svilupparsi ancora di più ma è frenata dall’inadeguatezza dei servizi sociali e dai nodi dell’accesso al credito e delle agevolazioni per l’avvio di imprese. In particolare siamo ancora vittime dei pregiudizi del sistema bancario. Un atteggiamento del tutto ingiustificato, visto che abbiamo percentuali di insolvenze inferiori ai colleghi maschi ed abbiamo un approccio molto attento alla gestione finanziaria.”

Il Comitato Cna Impresa Donna ha approvato un documento nel quale si chiede di “rivedere il sistema legislativo a favore dell’imprenditoria femminile, visto che l’unica legge esistente (la 215/92) non è stata rifinanziata”. Inoltre si chiede l’istituzione di un Albo di figure professionali che possano affiancare le imprenditrici in periodi particolari come la malattia e la maternità. Infine incrementare l’offerta di asili nido e degli altri servizi sociali.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-09-2009 alle 11:57 sul giornale del 26 settembre 2009 - 1057 letture

In questo articolo si parla di economia, cna, marche, impresa, imprenditoria femminile





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