Celebrata in Regione la seconda Giornata europea del dialogo interculturale

4' di lettura 25/09/2009 - “Cambiare prospettiva, guardare il mondo non solo da un lato, superare le barriere culturali e amare il dialogo e l’amicizia tra i giovani di diversi Paesi. Questo ho imparato grazie alle possibilità degli scambi internazionali tra le scuole e grazie ad Intercultura. Mi sembra molto importante\".

Sono le parole di Karey, uno studente diciassettenne di Washington, che ha portato oggi la sua testimonianza nella “Giornata del dialogo interculturale” celebrata in Regione con la presentazione del progetto Open Marche promosso e organizzato dal Liceo Scientifico “Cambi” di Falconara Marittima. Il progetto - come ha spiegato la referente Valeria Gallerani – permetterà l’incontro tra studenti di 4 diverse nazionalità- Italia, Nuova Zelanda, Danimarca e Stati Uniti non solo con attività didattiche e di orientamento, ma anche attraverso la conoscenza del territorio e delle tradizioni marchigiane.” Più di ottanta studenti stranieri e marchigiani, accolti in Regione, hanno ascoltato l’intervento in lingua inglese dell’assessore regionale all’Istruzione, Stefania Benatti: “ Non perdetevi e non perdiamoci di vista, diventate amici degli amici, le nuove tecnologie di informazione,telefonini,webcam, social networks, blog e canali video, come You Tube, Facebook, Twitter possono aiutarci anche dopo che queste bellissime iniziative di scambio saranno concluse.


La scuola deve promuovere e stimolare questi progetti internazionali insieme all’uso corretto e positivo delle nuove tecnologie. Con la consapevolezza che l’apprendimento delle lingue e il confronto tra persone di culture diverse favoriscono la diffusione di un’ideale di pace e creano migliori opportunità di conoscenza e di lavoro – ha aggiunto l’assessore- la Regione Marche sostiene sia progetti di apprendimento della lingua inglese – come English 4U - sia della lingua italiana per favorire la massima integrazione. La nostra è una scuola multiculturale: l’incidenza di alunni stranieri è di molto superiore alla media nazionale (6,4%) pari al 9,9%, collocandosi al quinto posto tra le regioni italiane.” Stefania Benatti ha poi richiamato la necessità che le famiglie di cittadini stranieri partecipino alla vita scolastica dei loro figli: “sappiamo quanto sia difficile, in particolare per alcune giovani ragazze straniere vivere in famiglie non integrate che spesso condizionano le scelte personali, fino a sconfinare nel dramma.“ Gli scambi internazionali promossi da Intercultura sono esperienze molto formative per i giovani ma anche per le famiglie di accoglienza. Ne è testimone diretto anche l’assessore all’Istruzione-Lavoro della Provincia di Ancona, Maurizio Quercetti che ha raccontato la sua personale esperienza.


“ C’è un po’ di Europa e un po’ di mondo a casa mia. Una nipote appena partita per la Germania, una figlia che ora ha come compagni di classe ragazzi neozelandesi e una “nuova figlia “ neozelandese a casa. Mi sento orgoglioso di questa esperienza e nello stesso tempo escluso perchè non conosco l’inglese, handicap di un passato per fortuna lontano…” . In rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale, Gianna Prapotnich ha evidenziato che “la scuola dovrà essere sempre più aperta agli scambi internazionali e in tal senso il progetto Open Marche rappresenta un modello perfetto da diffondere presso altri istituti scolastici.” “Open Marche, infatti – ha spiegato Marco Tosi, della sede Nazionale di intercultura di Roma- è stato inserito nell’Osservatorio Nazionale sull’internazionalizzazione e mobilità studentesca. Con molteplici attività, Intercultura, ogni anno, da oltre cinquanta, promuove lo scambio di 1500 studenti italiani con altrettanti stranieri. Dopo le interessanti presentazioni della Wellington High School-Wellington-Nuova Zelanda con 15 studenti e della Enghaveskolen di Faaborg- Danimarca (18 studenti), le testimonianze degli studenti del Liceo ‘Cambi’ ritornati da un anno all’estero: Michela Manganelli (USA), Giovanna Perinetti Casoni (Norvegia),Alvin Emraz (Hong Kong) Agnese Da Re (Ungheria), Alessia Frisoli (Argentina) Giacomo di Noto (Turchia).


“Ho potuto capire – ha detto Giacomo,18 anni - quanto la cultura musulmana sia vicina alla nostra più di quanto non pensassi prima di trascorrere un anno ad Istanbul, e quanti cattivi ‘luoghi comuni’ e pregiudizi ho superato grazie alla possibilità di frequentare scuole straniere”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2009 alle 15:14 sul giornale del 25 settembre 2009 - 868 letture

In questo articolo si parla di cultura, regione marche





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