La vie en rose dei minatori marchigiani nelle miniere belghe

fumo nero 2' di lettura 06/06/2008 - L\' Associazione Nazionale Mulilati ed Invalidi del Lavoro (ANMIL) e l’Associazione Italiana ex Minatori (AIEM) organizzano presso il teatro Pier Paolo Pasolini, “Marcinelle: memorie, sussurri e note”, lettura teatrale a cura di Paola Cecchini e Carlo De Poi, con la collaborazione della pianista Simonetta Mandis.

“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Il primo articolo della Costituzione italiana è stato al centro delle celebrazioni della Festa della Repubblica, celebrata a Casarsa della Delizia (Pn) il 2 giugno scorso.I discorsi delle autorità civili hanno poggiato l’accento su “Infortuni sul lavoro: peggio di una guerra”, lo studio dell’Eurispes presentato alla Camera dei Deputati, secondo cui dall\'aprile 2003 all\'aprile 2007, i militari della coalizione che hanno perso la vita nella Guerra del Golfo sono stati 3.520, mentre i morti sul lavoro sono stati in Italia, nello stesso periodo, 5.252


Un incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8.100 addetti: queste le cifre del fenomeno. Si tratta di un dato impressionante, che colloca il nostro Paese al primo posto in Europa (oltre 450 dal mese di gennaio 2008), e tra l’altro costa ogni anno alla comunità circa 50 miliardi di euro.


Proprio per ribadire che “si lavora per vivere e non per morire”, l’Associazione Nazionale Mulilati ed Invalidi del Lavoro (ANMIL) e l’Associazione Italiana ex Minatori (AIEM) hanno organizzato presso il teatro Pier Paolo Pasolini, “Marcinelle: memorie, sussurri e note”, lettura teatrale a cura di Paola Cecchini e Carlo De Poi, coadiuvati dalla pianista Simonetta Mandis.


Sei gli intermezzi musicali durante i quali è scorso sullo schermo un video sulla vita in miniera e sulla tragedia del Bois du Cazier di Marcinelle dell’8 agosto 1956 (262 morti di cui 136 italiani, 12 marchigiani inclusi) che è diventata l’emblema degli incidenti sul lavoro.


Lo spettacolo -tratto dal libro “Fumo nero-Marcinelle 1956-2006”, scritto dalla stessa Cecchini ed edito dalla Regione Marche- si conclude con la canzone “La vie en rose”, dato che il reclutamento del personale addetto al fondo delle miniere avveniva in Italia attraverso manifesti color rosa, affissi alle Camere del Lavoro. Patrocinato dal Ministero degli Italiani nel Mondo e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il libro è stato presentato l’anno scorso a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2008 alle 01:01 sul giornale del 06 giugno 2008 - 877 letture

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