Urbino: prosegue la mostra L’incisione, il libro e il libro d’artista

2' di lettura 30/11/-0001 -
Prosegue nelle sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino la mostra: “L’incisione, il libro e il libro d’artista”, organizzata dall’Associazione “Urbino-Arte”, con il Comune di Urbino, la Provincia di Pesaro e Urbino, Pro-Urbino, con la partecipazione e il patrocinio dell’ISA-Istituto Statale d’Arte di Urbino, dell’Accademia Raffaello e del Legato Albani, e la sponsorizzazione della Confcommercio urbinate e dell’Unipol.

da Urbino-Arte


La manifestazione rientra nell’ambito di “Segnali d’Arte”, le proposte culturali della Provincia, ed è curata da Vitaliano Angelini, Presidente di "Urbino-Arte", l’associazione degli artisti urbinati che, in modo sempre più convincente, si muove a livello internazionale.

L’insieme è costituito da sessanta volumi del “Fondo Papuli”, una raccolta, di proprietà della Provincia di Pesaro e Urbino e custodita dall’Accademia Raffaello di Urbino, delle rarissime edizioni realizzate, sin dalla sua fondazione nel 1925, dalla Scuola del Libro, allora Regio Istituto e poi Istituto Statale di Belle Arti delle Marche; prosegue con le edizioni che, nella scuola urbinate, ora Istituto Statale d’Arte, gli allievi oggi realizzano, pur nella continuità, con particolare sensibilità e spirito di innovazione.

La rassegna si apre con una sezione molto significativa che propone un libro d’artista , molto elegante nella sua veste grafica, realizzato da Urbino – Arte e costituito da tredici opere originali degli incisori urbinati, Patrizio Ambrosiani, Vitaliano Angelini, Gabriele Bortoletti, Leopoldo Ceccarelli, Mario Ceccarelli, Maria Grazia Filetto, Giorgio Focarini, Giuliano Garattoni, Mauro Patarchi, Nino Pieri, Giulio Serafini, Otello Sisti, e Fernando Tiboni, facenti parte dell’associazione, da quattro poesie del poeta Umberto Piersanti e da una prefazione critica di Gualtiero De Santi. Complessivamente tre sezioni attraverso le quali si è sintetizzata, in modo eccellente, quella cultura urbinate che in poco meno di un secolo, ha saputo ‘incidere’ profondamente nella realtà artistica nazionale divenendo una delle grandi scuole d’incisione italiane e dando un notevole contributo al gusto editoriale del nostro paese.

La proposta di questa mostra - afferma Vitaliano Angelini che con tenacia l’ha perseguita - vuol essere un’ulteriore sollecitazione che, proseguendo quanto già fatto da Urbino-Arte nel corso di questi ultimi dieci anni, mette a fuoco la molteplicità e la diversità dell’incisione prodotta nella nostra realtà. Un’esposizione che che, nella modestia del suo modulo e delle sue possibilità, vuol suggerire uno spazio d’indagine per ulteriori situazioni di più ampio respiro capaci di storicizzare in forma articolata l’operatività artistica urbinate e la sua continuità. Una mostra, perciò, dove. il libro, oggetto naturale per la sedimentazione del pensiero, si offre come luogo ideale di riflessione sulla complessità dell’arte in Urbino e sulla storia dell’arte nel nostro territorio”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 gennaio 2008 - 1198 letture

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