Macerata: delegazione di Monte Buey ricevuta in provincia

3' di lettura 30/11/-0001 -
Tra la fine dell’800 e la prima metà del secolo scorso, ben 5.558 abitanti di Treia lasciarono la loro terra per emigrare in Argentina per tentare miglior fortuna a Buenos Aires, Rosario, Santa Fè, Belle Ville, Cordoba, Bahia Blanca.

dalla Provincia di Macerata
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Trentanove di loro, tra il 1921 ed il 1949, si stabilirono a Monte Buey, una cittadina sorta meno di cento anni fa nel vasto Paese sudamericano proprio sulla spinta dell’immigrazione italiana di quegli anni.

Da questa circostanza è nata un’amicizia tra le due città, ufficializzata da un vero e proprio Trattato suggellato in questi giorni con una visita di una delegazione di Monte Buey a Treia. La stessa delegazione questa mattina, dopo una visita a Palazzo Ricci, è stata ricevuta in Provincia, a Macerata, nella la Sala del Consiglio provinciale, in corso della Repubblica a Macerata. Erano presenti all’incontro il presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, l’assessore provinciale, Giulio Pantanetti, i capigruppo Antonio Pettinari, Corrado Speranza, Massimo Montali, Antonio Monaldi, Mauro Maggini e Francesco Vitali, il sindaco di Treia, Luigi Santalucia. Il sindaco della città argentina, Fabricio Motta, ha presentato la realtà territoriale di cui è primo cittadino: Monte Buey, che conta poco più di 7 mila abitanti, è situata in pianura, nel dipartimento ‘Marcos Juarez" a 260 km da Cordoba, al centro della Repubblica Argentina. Ha una superficie di 64.280 ha, delle quali 306 corrispondono all’area urbana. Fin dall’inizio Monte Buey è stata popolata da immigrati italiani, per la maggior parte marchigiani, che costituirono da subito una vera e propria colonia, andatasi sempre più sviluppando con le nuove generazioni.

Il gemellaggio fra le due città, come è stato sottolineato nel corso dell’incontro di questa mattina, venne pensato e realizzato nel lontano 1992 dall’allora sindaco di Treia, Fabiano Valenti, prematuramente scomparso. Con questo gesto, oltre a far riavvicinare le due comunità locali, si è ripresa in mano un’importante pagina di storia. Treia, come molti altri paesi del Maceratese, ha vissuto, in passato, un lungo periodo di emigrazione. Un periodo dal quale ci si è risollevati solo dopo la seconda metà del Novecento grazie alla tenacia e alla lungimiranza di alcuni imprenditori locali. Proprio a tali figure domenica prossima la cittadina maceratese dedicherà un Consiglio comunale aperto che sarà anche occasione per ricordare alcune figure, come ad esempio don Giuseppe Palmucci, sacerdote locale che avviò un maglificio dando lavoro a decine di treiesi. Imprenditori che forse a quel tempo non se ne resero conto ma che, effettivamente, invertirono la tendenza dell’emigrazione favorendo l’immigrazione verso le nostre zone.

Ma Treia non intende certo dimenticare il legame con i paesi stranieri che ospitarono molti dei suoi emigranti. Il legame con Monte Buey è proprio testimonianza di ciò. La delegazione argentina, che resterà in città fino a lunedì 15 ottobre, oggi ha effettuato anche una visita alla Riserva naturale di Abbadia di Fiastra e all’omonima abbazia cistercense.

Nella foto: la delegazione ricevuta in Provincia con i rappresentanti del Consiglio provinciale.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 ottobre 2007 - 929 letture

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