Ancona: protesta contro l'antenna in via Ranieri anche su internet

3' di lettura 30/11/-0001 -
Tavernelle dice no all’antenna. Riunioni quotidiane del comitato spontaneo per organizzare la protesta.

da CO.NA.CEM. onlus
sez. Brecce Bianche Passo Varano



Tanti, tantissimi. Ci speravano, i membri del comitato “No all’antenna” di Tavernelle, in una partecipazione ampia. Ma un’affluenza così straordinaria era fuori dalle previsioni. Duecento persone, c’è chi dice di più. E così, dopo il successo dell’assemblea di lunedì 30, il comitato si è allargato e si riunisce ormai quotidianamente, per definire e organizzare strategie di protesta contro la costruzione della mega-antenna telefonica nel parcheggio di via Ranieri.

Tutto è cominciato un paio d’anni fa: maggio 2005. "Appena sapemmo del progetto, ci costituimmo in comitato spontaneo", racconta il presidente. "Raccogliemmo 1200 firme, il Comune rinviò la questione a dopo le vacanze estive. Poi più niente, forse perché c’erano le elezioni alle porte. Ci siamo tranquillizzati, pensavamo, anche un po’ ingenuamente, che la questione fosse chiusa. Adesso, negli ultimi dieci giorni, questa bella sorpresa: apprendiamo all’improvviso della concessione dell’autorizzazione da parte della Giunta, il 20 giugno (dopo che a marzo il Consiglio comunale si era espresso contro l’installazione). E assistiamo sconcertati allo svolgersi rapidissimo dei lavori".

Infatti, è già stato rimosso il grande faro alla base dell’uscita dell’asse attrezzato per l’Università in direzione sud. Al suo posto, nei prossimi giorni, sarà issato il nuovo impianto: un palo di 36 metri, e sopra i fari nove ripetitori (tre per ciascuno dei gestori telefonici) e tre parabole. «Non cerchiamo lo scontro, vorremmo il confronto. Ma certo, la decisione di partire con i lavori nel bel mezzo delle ferie ci fa pensare che, almeno da parte di qualcuno, ci sia la volontà di fare le cose di nascosto ai cittadini, mettendoli di fronte al fatto compiuto. Questo non ci sta bene». Non basta però dire di no, sarebbe assai gradito che venissero anche delle proposte. "Ma infatti non siamo fuori dal mondo, non crediamo che si possa o si debba rinunciare ai telefonini. Semplicemente, le cose non si fanno così. Siamo per la definizione di un piano antenne generale, valido per tutta la città. Se ne deve discutere, con le circoscrizioni, i comitati di quartiere, e prendere decisioni serene, concertate e condivise. Non piazzare antenne enormi nel mezzo di un quartiere senza, sostanzialmente, dire niente a nessuno. Il suolo su cui sorge l’antenna è pubblico: siamo sicuri che i cittadini siano d’accordo con questa decisione? Li si è consultati? Ovviamente no, anzi: si è cercato di fare il possibile perché non lo sapessero". I rischi però non sono così documentati.

"La ricerca sull’elettrosmog è solo agli inizi, il problema è che gli effetti si fanno sentire dopo molti anni. Un dato pressoché condiviso, comunque, è che nelle aree interessate da forti campi elettromagnetici, raddoppia il tasso delle leucemie. Soprattutto quelle infantili".

Stiamo studiando ogni possibilità, ma il periodo festivo certo non ci aiuta. Stiamo informando la gente: all’assemblea sono venuti davvero in tanti, e la sottoscrizione ha avuto un successo insperato. Ma gli abitanti del quartiere sono ancora di più, e vogliamo riuscire a contattarli e coinvolgerli tutti. A questo scopo stiamo preparando dei bollettini informativi, e abbiamo già aperto un blog, che tutti i cittadini sono invitati a visitare: http://noallantenna.splinder.com/, dove è possibile lasciare commenti, proposte, idee. E ora ci prepariamo a una prima, grande manifestazione: venerdì 3 agosto tutti gli interessati si vedranno di fronte al cantiere. Sarà un’occasione per contarci, per farci sentire, e per comunicare i nuovi appuntamenti. Non credano che sarà così facile, tirar su questo mostro sopra le nostre teste".





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 agosto 2007 - 1058 letture

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