Falerone: al teatro romano per il penultimo appuntamento col TAU

3' di lettura 30/11/-0001 -
Si avvia alla conclusione il TAU 2007, la rassegna dedicata al teatro classico antico.

da Amat


Domenica 29 luglio l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia ospita l’Orestiade di Eschilo tradotta da Pier Paolo Pasolini, mentre il 31 luglio al Teatro Romano di Falerone è in scena l’opera di Aristofane tradotta da Eduardo Sanguineti Tesmoforiazuse. La festa delle donne , penultimo spettacolo della rassegna.

L’Orestiade di Eschilo conclude la trilogia del mondo antico del regista Claudio Di Scanno, iniziata nel 2005 con il Prometeo Incatenato e proseguita poi nel 2006 con Antigone di Sofocle nella versione di Bertolt Brecht. Come raccontato nelle note di regia: “Tre anni e tre immersioni piuttosto intense nel mondo antico; tre spettacoli che nella loro ovvia differenza hanno qualcosa che ritorna con puntualità e che consente ogni volta sempre nuovi itinerari di creazione scenica. Qualcosa che ha a che vedere con un teatro abitato dai fantasmi: menti ingombre di spettri e pazzie che partoriscono atti esemplari […] Io credo che il teatro sia una terra di nessuno piena di fantasmi che ritornano, per chiedere ogni volta un nuovo, rinnovato diritto di parola."

Questa messa in scena risente infatti di una riscrittura incentrata sulla sintesi efficace del testo. La drammaturgia lascia ampio spazio alla dimensione visuale e suggestiva delle azioni, amplificate dalla musica e dagli originalissimi canti corali delle Coefore, delle Erinni e delle Eumenidi, colte nelle varie situazioni di evoluzione della tragedia. I protagonisti principali dello spettacolo – prodotto da Teatro Stabile ‘Abruzzo e Drammateatro - sono Emanuele Vezzoli, Susanna Costaglione, Claudio Marchione, Marco Lorenzi e Ezio Budini.

Differente nel tono, assolutamente allegro e leggero, è Tesmoforiazuse. La festa delle donne di Aristofane messo in scena per Molise Spettacoli e CRT di Cremona da Beppe Arena con l’affascinante Paola Quattrini. La storia è spassosa: durante le feste delle Tesmoforie il concilio delle donne si riunisce per decidere di condannare a morte Euripide, reo di averle screditate agli occhi dei loro mariti ed amanti svelandone i trucchi e i segreti. Euripide convince allora un suo parente a travestirsi da donna e a prendere parte al consiglio per parlare in sua difesa. Ma l’uomo si fa notare e le donne, avvisate da Clistene della presenza di un intruso, lo scoprono.

L’opera è un capolavoro pieno di ironia, riso e grottesco, tradotta e adattata da uno dei più grandi poeti italiani viventi. L’invenzione verbale della traduzione si adegua il più possibile all’originale e riesce a restituire il suo autentico divertimento in maniera esemplare. Scrive a proposito il traduttore: “Aristofane scatena l’invenzione: un’invenzione in ogni senso licenziosa, perché l’invenzione – anche dal punto di vista lessicale – è già nel testo. Aristofane invita a giocare fino in fondo e costringe a perdere ogni ritegno.”

Tutto questo è stato possibile grazie a: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche / Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali, Amat, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, Provincia di Ascoli Piceno, Provincia di Macerata, Comune di Falerone, Comune di Urbisaglia in collaborazione con Comune di Ascoli Piceno e Comune di Monte Rinaldo.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 luglio 2007 - 1586 letture

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