Macerata: la crisi idrica spinge a razionalizzare l'uso dell'acqua

3' di lettura 30/11/-0001 -
La crisi idrica nel settore agricolo è stato il tema discusso dal Tavolo Verde della Provincia di Macerata tornato a riunirsi su convocazione dell’assessore provinciale all’Agricoltura e al Servizio Idrico Integrato, Luigi Carlocchia.

dalla Provincia di Macerata
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All’incontro, oltre all’assessore, hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni di categoria: Cia, Coldiretti e Confagricoltura. Il summit è servito per fare un’analisi puntuale sullo stato delle colture in atto nel territorio del maceratese.

“Al momento siamo di fronte ad una condizione di siccità generalizzata dovuta alle assenti precipitazioni atmosferiche ed alle elevate temperature di questi giorni – è intervenuto l’assessore Carlocchia, sottolineando - Non siamo ancora a livelli di emergenza, anche se maggiormente penalizzate sono le coltivazioni stagionali di mais e bietola nella fascia collinare e pedemontana dove non è possibile praticare l’irrigazione. Meno critica la situazione nella fascia pianeggiante adiacente ai corsi d’acqua, dove le falde del sottosuolo riescono a mantenere una potenzialità d’acqua sufficiente all’irrigazione”.

Da tutte le associazioni di categoria è stato condiviso che, nell’ambito dei produttori agricoli, c’è una elevata consapevolezza della situazione di crisi idrica che necessita di essere affrontata irrigando con estrema razionalità al fine di preservare questa importante risorsa che rappresenta la vita stessa delle aziende agricole. D’altronde pompare acqua in eccesso dal sottosuolo significherebbe uno spreco di energia tale il cui costo influirebbe negativamente sul reddito agricolo.

“Se la pioggia dovesse ritardare ancora per diversi giorni la situazione diventerebbe molto critica, tanto che sono state ipotizzate situazioni autunnali di rinuncia alla piantagione nel settore orticolo – lancia però l’allarme l’assessore provinciale, Luigi Carlocchia, che aggiunge - E’ chiaro che non si può continuare a fronteggiare le future crisi idriche sperando esclusivamente nella clemenza del tempo. La crisi diventerebbe strutturale e per questo andrebbe gestita diversamente. Occorre creare le condizioni e porre in essere concertazioni tra i vari livelli pubblici, di gestori della risorsa idrica che ricerchino soluzioni stabili e durature.

Nelle vallate del Potenza e del Chienti, per esempio, non sono mai state realizzate reti idriche ad uso irriguo ed industriale che attingessero acqua da invasi superficiali collinari e montani con una distribuzione a pressione da utilizzare razionalmente quando serve, come nel caso di periodi di siccità, evitando ulteriore consumo di energia per il pompaggio. Sono disponibili gli strumenti e probabilmente le risorse ministeriali per realizzarle. Se vogliamo risolvere la crisi idrica, non possiamo attendere oltre, dobbiamo al più presto orientarci su queste scelte che limitano lo sfruttamento delle falde sotterranee spesso non utilizzabili perché fortemente inquinate. Tanta importanza diamo a questo bene comune e vitale quando viene meno, altrettanta attenzione, consapevolezza e volontà politica dobbiamo impegnare – conclude Carlocchia - per mantenerlo e renderlo accessibile a tutti”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 luglio 2007 - 900 letture

In questo articolo si parla di macerata, agricoltura





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