Ancona: torna “Fiumi informa”

5' di lettura 30/11/-0001 -
In Italia ogni giorno vengono commessi 4 reati a danno dei fiumi. Tra il 2003 e il 2006 sono ben 6.333 gli illeciti commessi lungo le sponde dei corsi d’acqua del Belpaese, di cui 1.352 penali e 4.981 amministrativi.

da Legambiente


Anche le Marche, pur mostrando una significativa tendenza alla diminuzione, non sono certo un'isola felice: sempre nel triennio 2003-2006 sono stati commessi a danno dei fiumi ben 333 illeciti, circa sette al mese, 274 dei quali amministrativi e 59 penali.

Come accade in molte altre regioni, anche nel territorio marchigiano il primato delle azioni non legali spetta alla pesca non regolamentata: sono stati infatti ben 171 i casi di questo tipo individuati nel quadriennio considerato. Seguono i reati di inquinamento, con 123 illeciti fra amministrativi e penali, e i reati di polizia fluviale, 32, che comprendono il furto di ghiaia e inerti dagli alvei dei fiumi, le opere idrauliche non a norma, le problematiche legate all’accrescimento dei rischi idrogeologici, gli illeciti nelle aree demaniali di fiumi e torrenti.

Quanto al furto d'acqua, che nel resto d'Italia è la vera piaga dei fiumi e insieme alle scarse precipitazioni contribuisce ai periodi di secca, nelle Marche ci si attesta invece su livelli piuttosto bassi, con appena 7 casi riscontrati nel periodo considerato. (Fonte CFS – Elaborazione Legambiente).

Nel quadrienno 2003-2006 sono stati 12.498 complessivamente i controlli effettuati e le persone controllate dal Corpo forestale dello Stato sul territorio marchigiano: un'azione che ha permesso di identificare e denunciare 52 persone e di compiere 5 sequestri fra amministrativi e penali. Il tutto per oltre 300.000 euro di importi sanzionati. (Fonte dati CFS Marche).

Nel 2006 tra le province, la peggio l'ha avuta Macerata nel cui territorio si sono registrati ben 39 illeciti, perlopiù amministrativi, legati alla pesca illegale (25), ma anche all'inquinamento (10) e alle captazioni d'acqua (4). È questo il quadro che emerge da “Fiumi e Legalità Marche 2007 - monitoraggio sull'illegalità e lo stato di salute dei fiumi marchigiani”, il rapporto curato da Legambiente con l'aiuto del Corpo forestale dello Stato e dell'Arpam, e presentato stamane ad Ancona da Leonello Negozi Direttore Legambiente Marche, Luigino Quarchioni Presidente Legambiente Marche, Raffaele Velardocchia Vice Questore aggiunto CFS - Comando Provinciale Ancona e Gisberto Paoloni Direttore Generale Agenzia Regionale Protezione Ambientale. “Nei nostri compiti>/i> – ha spiegato Raffaele Velardocchia CFS Ancona - un valido aiuto viene anche dai cittadini, che al servizio 1515 ci segnalano numerose irregolarità. Nell'ultimo biennio poi, anche grazie all'Arpam, a fronte di numerosi controlli effettuati soprattutto sul reticolo idrografico minore, ad esempio sugli affluenti dell'Esino, sul Cesano e sul Misa, sono stati contestati 15 illeciti amministrativi ed effettuate 5 denunce penali all'autorità giudiziaria di Ancona. Non ci fermiamo qui però – ha continuato Velardocchia – Con Arpam, Asur, Comune di Fabriano e gestori della rete idrica stiamo lavorando in particolare allo stato di salute del fiume Giano: è in corso di elaborazione un protocollo d'azione per interventi in emergenza in casi di inquinamento nel fabrianese e sono già state avviate opere di captazione fognaria per far sì che tutti gli sversamenti siano captati tramite la rete fognaria e giungano così al depuratore”.

Quanto allo stato ecologico dei corsi d'acqua marchigiani, la graduatoria elaborata da Legambiente Marche (su dati ARPAM 2006) ne ha considerati 27, valutandoli -secondo i giudizi della scala SECA- da pessimo (ambiente fortemente inquinato e alterato) ad elevato (ambiente non inquinato o comunque non alterato inmodo sensibile).

Ai vertici della classifica figurano a livello buono (classe media 2.0) : il Burano (Pu), il Candigliano (Pu), il Nera (Pu), il Fluvione (Ap) e il Sentino (An); fanalini di coda invece con giudizio pessimo: l'Ete Vivo (Ap), l'Aspio (An) e il Tavollo (Pu) (tutti in classe media 5.0).

Complessivamente nel 2006, il 59% delle acque dei fiumi marchigiani ha un giudizio sufficiente, il 29% ha un giudizio buono, il 6% un giudizio scadente e il 6% pessimo. “Dal 2002 a oggi, la qualità ambientale dei nostri corsi d'acqua è andata progressivamente migliorando – ha commentato Leonello Negozi Direttore di Legambiente Marche – una tendenza che però si è arrestata l'anno scorso, allontando così il raggiugimento degli obiettivi posti dal legislatore. La normativa prevede infatti che per il 2008, ogni tratto di tutti i corsi d'acqua rientri almeno nella classe sufficiente. Così il mio sogno di ritornare a fare il bagno nei nostri fiumi resta ancora un'utopia.”

“Malati, ma vivi. - ha chiosato Direttore Generale ARPAM - Si può sintetizzare così lo stato dei fiumi marchigiani. Secondo i parametri di legge, le condizioni dei nostri corsi d’acqua sono classificate come sufficienti, ma il loro stato di salute va aggiornato con i più recenti rilevamenti. Il peggioramento delle condizioni dell’acqua è netto scendendo verso la foce, ma ci sono anche tratti montani di alcuni fiumi in cui la scarsità di ossigeno è tale che le trote sono a rischio. Gli anni dell’ecopirateria – ha continuato Paoloni - sono alle spalle, ma i nostri fiumi continuano a subire aggressioni dai collettori fognari, quando ci sono, che non passano per i depuratori, dai depuratori che non funzionano o che addirittura non esistono. C’è ancora molto da fare, insomma”.

La presentazione del dossier è stata anche l'occasione per lanciare nelle Marche il week end della campagna “Fiumi Informa” : una serie di iniziative -da azioni di pulizia a escursioni- che hanno per protagonisti i fiumi, promosse da Legambiente in collaborazione con le associazioni di pescatori e gli scouts. A raccontarle c'erano infatti anche Andrea Gismondi Unpem Marche – componente consiglio direttivo, Bernardo Becci Comitato regionale Agesci e Giuseppe Trotta Presidente Cngei-sezione Ancona.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 maggio 2007 - 1645 letture

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