mondolfo: Le particelle elementari

4' di lettura 30/11/-0001 -
Le particelle elementari: “Il che lasciava solo due ipotesi. O le proprietà nascoste determinanti il comportamento delle particelle erano non-locali, cioè le particelle potevano avere l’una sull’altra un’influenza istantanea a una distanza arbitraria; oppure bisognava rinunciare al concetto di particella elementare in possesso, in assenza di qualsivoglia osservazione, di proprietà intrinseche: sicché ci si ritrovava di fronte ad un profondo vuoto ontologico- salvo adottare un positivismo radicale e accontentarsi di adottare il formalismo matematico predittivo degli osservabili rinunciando definitivamente all’idea della realtà sottostante”.

di Rossella Petrolati


Se si vuole affrontare Houellebecq bisogna essere pronti ad affrontare capoversi come questo, ma non farci l’abitudine, perchè le provocazioni arrivano in tutte le formule, non solo attraverso il filtro di concetti criptici su cui fermarsi; dopo che ci siamo rilassati e persi nelle nostre alte riflessioni, arriva il coltello piantato nel fianco a tradimento, in mezzo a frasucce di poco conto, nelle giornate in cui la banalità affligge i nostri protagonisti.
In apertura le giovani vite di Michel e Bruno: una mamma hippy in comune. Troppo “libera” per prendersi la responsabilità dei figli, scaricati a genitori e suoceri. Mentre la “vecchia puttana” come la chiamerà Bruno, insegue le esigenze della sua anima, un figlio cresce con la nonna, l’altro in un collegio dove sono di norma sadiche violenze sugli allievi più piccoli da parte di quelli delle ultime classi.

I due si conosceranno solo da adolescenti, esseri isolati entrambi, seppure in modi molto diversi, e dialogheranno negli anni, senza mai entrare in relazione, intrappolati, in modi incomprensibili, in loro stessi.
Michel scienziato eccezionale: “in lui c’era qualcosa di devastato, di totalmente annientato. Ho sempre avuto l’impressione che la vita gli pesasse, che egli non avvertisse più alcun rapporto con qualsivoglia forma vivente”.

Scienziato che sogna di clonare l’uomo, per porre fine a questa specie tremenda e dare vita ad una nuova generazione di viventi, liberi dalla riproduzione della specie: “secondo il metro degli uomini, noi viviamo felici; vero è che abbiamo saputo sconfiggere il per loro insormontabile potere dell’egoismo, della crudeltà e della collera; comunque sia viviamo una vita differente. La scienza e l’arte esistono ancora nella nostra società, ma la ricerca del vero e del bello, meno stimolata dallo sprone della vanità individuale, ha nei fatti acquisito un carattere meno assillante”.

Ma c’è veramente spazio per tutto, difficile rendere giustizia a questo capolavoro.
Ci sono le sette sataniche, il lavoro di dipendente pubblico, la normalità dell’uomo che si fa le seghe in treno guardando la camicetta del sedile accanto, la democrazia sessuale delle culture del nord Europa.
E in sottofondo, l’impossibilità per noi occidentali di liberarci della razionalità: “Il corpo restava preso in un processo di lenta distruzione [..] Nonostante tutto, nelle loro carni distinte sarebbe perdurata fino in fondo una coscienza individuale”.

L’ossessione per la giovinezza, e l’immortalità, che porta a morire per un cancro all’utero a quarant’anni, anche se la bellezza non è sfiorita; tre aborti e si pensava di avere tutto il tempo del mondo; ora che si vuole il figlio, è già ora di morire?
L’interrogativo continuo sulla felicità e sull’esistenza della possibilità dell’amore.
Ma non è pessimista, traspare, insieme alle distruzioni, la via d’uscita, suggerita tra le righe: “Ci vuole un po’ di generosità, ci vuole che qualcuno abbia la forza di cominciare [..] vuoi che ti faccia godere adesso o preferisci una sega in taxi?”.

Michel Houellebecq riesce a delineare la socialità contemporanea con le sue pulsione, con finezza, e purezza. Nei suoi testi i concetti filosofici si fondono con quelli fisici e antropologici, con i saperi della tradizione e i ritmi quotidiani dell’uomo contemporaneo, pulsa la vita. Si alternano bassezze umane e concettualità, un fluido che coincide con la realtà dell’esistenza di un uomo e di un contesto sociale. Non descrive la vita, la rappresenta, la racconta senza ipocrisie, mettendo in luce gli aspetti più crudi dell’essere umano, ma senza estremismi, senza esagerazioni, non sconfina mai nel surreale, resta sempre così indecentemente ancorato al verosimile.

Titolo
Autore
Prezzo
Pagine
Anno
Editore
Collana
Le particelle elementari
Houellebecq Michel
€ 8,50
316 p.
2000
Editore Bompiani
I grandi tascabili
Lo trovi su:


Le particelle elementari di Michel Houellebecq ; traduzione di Sergio Claudio Perroni. Milano, Tascabili Bompiani, 2000. 316 p.
Lo puoi trovare nelle seguenti biblioteche della Provincia di Ancona: COMUNALE NUMANA, COMUNALE FALCONARA, COMUNALE LORETO.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 marzo 2007 - 1202 letture

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