ramarri & c.: Il Monte Catria, tra storia e natura

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Il Monte Catria (1701 m), tra l'Umbria e le Marche, ospita molte specie animali tra cui il lupo e l'aquila reale.

di Francesca Morici
francesca@viveresenigallia.it


Il Monte Catria, tra le province di Pesaro-Urbino e Perugia, con imponenti balze ed estesi prati offre scenari spettacolari nel periodo primaverile con le fioriture di orchidee e narcisi come d'inverno con i boschi coperti di neve ed i disegni della galaverna tra gli alberi.

Gli ambienti forestali di carpino nero e orniello, di roverella e leccio sui versanti più caldi, di faggio ospitano le piccole cince, il picchio rosso maggiore, il picchio muratore e lo sparviere, un rapace che si nutre di passeriformi.
Tra pareti scoscese volano i gracchi corallini, corvidi dal becco rosso, vivaci e gregari, e l'aquila reale.
Caprioli e cinghiali sono le prede del lupo, tornato a popolare le valli meno disturbate; i prati ed i pascoli, in cui crescono orchidee, primule, crochi, narcisi e peonie, ospitano gli uccelli tipici delle praterie d'alta quota come il culbianco, lo spioncello ed il codirosso spazzacamino.
Nel sottobosco, dove è fresco ed umido, è presente un raro anfibio: la salamandrina dagli occhiali.

Alle pendici del M. Catria sorge l'antico monastero benedettino di Fonte Avellana, fondato probabilmente nel 980, citato da Dante nella Divina Commedia.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 febbraio 2007 - 9218 letture

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