Ancona: il Comune ricorda il consigliere Milly Marzoli

4' di lettura 30/11/-0001 -
Il 2 gennaio 1987, a causa di un tragico investimento accaduto a Bologna Milly Marzoli morì, aveva solo 36 anni, ma aveva già percorso una lunga strada nell’impegno politico ed amministrativo.

da Fabio Sturani
sindaco di Ancona


Dal novembre 1973 al dicembre del 1982 è stata Consigliere Comunale, nel PCI ha ricoperto gli incarichi di Segretario provinciale e di membro della Direzione nazionale. Fortemente radicata nella propria città che amava e voleva migliorare è stata protagonista proprio nell’aula consigliare, anche come capogruppo, di grandi battaglie per lo sviluppo e per il miglioramento della qualità della vita.

Ho conosciuto Milly nel 1977 quando mi chiese di svolgere una comunicazione per conto della Federazione Giovanile ad un Convegno intitolato “Il nodo Ancona”, confrontai con lei alcune idee per una nuova politica dei servizi, per una reale partecipazione dei cittadini. Eravamo da poco al governo della città insieme ai socialisti e ai repubblicani, un esperimento amministrativo avversato a livello nazionale e avevamo forti ambizioni d’innovazione.

Forte era il suo impegno nel confronto con le altre forze politiche per la ricerca di soluzioni nuove e per coinvolgere tutto il partito nel governo della città nella convinzione che Ancona potesse essere un vero e proprio laboratorio nazionale. Non a caso l’allora Sindaco Guido Monina nell’intervento di saluto avanti alle spoglie di Milly disse: “tanto dolce, quanto risoluta, tanto affascinante e carismatica quanto energica e volitiva, Milly Marzoli ha firmato sul piano politico amministrativo un programma di lavoro basato sulle larghe intese e sulla ricchezza del dialogo, dagli indubbi risultati positivi anche per la nostra città. Il suo disegno politico è stato infatti sempre lucido e finalizzato alla crescita della città”.

Aveva un’alta concezione della politica intesa come “alto linguaggio comune”, come intreccio di competenze, più che di interessi, la politica come terreno superiore di mediazione fra le istituzioni e la società, di qui anche le sue battaglie così dure ed intransigenti per il rinnovamento del partito nel quale militava e nel quale era apprezzata dirigente. Nel partito non è stato facile! Giovane, donna, aveva costruito un gruppo dirigente giovane ed aperto che si confrontava con il cambiamento in atto nel Paese.

Milly con tenacia e lungimiranza è stata il campione di quanti pensavano e volevano la sinistra riformista unita in gioco e nel governo diretto della cosa pubblica. Milly aveva una straordinaria capacità di mettere in comunicazione mondi anche molto diversi. Sapeva che poteva essere semplice e trovare le parole giuste per arrivare, ad esempio, al cervello e al cuore degli operai del cantiere navale... ed anche ad interlocutori diversi nell’università, nel mondo della ricerca ed in primo luogo alle donne.

Ad Ancona, in quegli anni, la buona politica e le donne come Milly hanno posto le basi per un progetto di governo della società locale i cui frutti raccogliamo anche oggi. Ha lavorato per dare dignità all’affermazione di un “femminile” non separato dalla storia e per ciò stesso parte integrante di ogni realtà economica, sociale, politica ed istituzionale.

Come si può capire, riflettendo sull’esperienza di Milly Marzoli, tutti quegli ideali di lotta radicale al “male del mondo”, che erano molto presenti negli anni ’60-’70, hanno anche fatto maturare un punto di vista equilibrato sul valore della politica, che torna utile anche oggi nel periodo in cui i cambiamenti radicali ci fanno interrogare sul ruolo dei partiti, sul modo migliore di selezionare la classe dirigente, sul consolidamento e lo sviluppo della democrazia in un paese che vuole essere protagonista in Europa ed in grado di fronteggiare e vincere le sfide dell’economia globale.

La sua è stata una vita breve ma molto intensa che ha lasciato un segno indelebile nella battaglia politica ed amministrativa dell’epoca, che con la propria azione ha influenzato positivamente anche molti della mia generazione. La vogliamo ricordare nella convinzione che una riflessione sul tempo della sua azione politica e sui modi del suo agire può aiutare tutti noi a lavorare per superare in positivo le criticità dell’oggi.

Milly ci ha insegnato a vivere totalmente il nostro tempo, a provare a fare al meglio ciò che si ama fare, ciò che ci si è a lungo preparati a fare. Milly è stata una risorsa umana e politica per Ancona e per il Paese, non la dimenticheremo!





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 gennaio 2007 - 2888 letture

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