Ancona: arriva il ministro Ferrero per parlare di minori ed immigrazione

6' di lettura 30/11/-0001 -
Il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero e il Sottosegretario di Stato Cristina De Luca saranno ad Ancona lunedì 29 gennaio (Loggia dei Mercanti, ore 15,00) per chiudere il "Viaggio nell'Italia dell'immigrazione" che il Governo ha iniziato il 9 novembre 2006 in Umbria.

dal Comune di Ancona
www.comune.ancona.it


L’iniziativa ha previsto un ciclo di incontri aperti nelle sedi di ogni Regione, a cui hanno partecipato i rappresentanti degli enti locali, della società civile, dei sindacati, delle associazioni degli immigrati. Il “Viaggio” è stato pensato nella prospettiva di valorizzare le realtà presenti sul territorio e di cogliere stimoli e proposte utili nel percorso di modifica della legislazione italiana sull’immigrazione.
E sarà incentrato proprio in quest’ottica il contributo che il sindaco di Ancona Fabio Sturani presenterà lunedì al ministro, sia come primo cittadino del capoluogo marchigiano, sia come presidente regionale dell’Anci e come vice presidente nazionale con delega proprio all’immigrazione.

I temi da affrontare con il ministro – spiega Sturani – sono diversi e tutti della massima importanza. Prima fra tutte, va sicuramente affrontata la questione dei minori stranieri non accompagnati”.

Per Ancona, come per molte altre città (sia quelle della costa adriatica e ionica, sia le grandi città come Roma Torino e Milano) il problema è stringente.
La maggior parte dei minori stranieri non accompagnati presenti nelle Marche sono a carico del comune di Ancona. Nel 2005 sono stati 102 (37%) sul totale regionale di 278 mentre nel 2006 sono stati 205 (185 nuovi casi più 20 vecchi casi).

Il costo complessivo sostenuto dai comuni marchigiani per i minori stranieri non accompagnati è stato di 3,1 milioni di euro nel 2004 e 4,2 milioni di euro nel 2005.
Il costo sostenuto dal Comune di Ancona per i minori stranieri non accompagnati è stato di 800.000 euro nel 2005 e per il 2006 si prevede di spendere 1.850.000 euro (che fanno parte degli oltre 3 milioni euro previsti per tutti i minori italiani e stranieri sottoposti a tutela del Comune).
Il costo complessivo per i minori non accompagnati nella regione Marche è sostenuto in buona parte dal solo Comune di Ancona e la Regione contribuisce alla spesa solo per il 16%.

In questo senso il Comune dorico, come gli altri Comuni italiani interessati, si trova in situazione di grande difficoltà, sia economiche che di gestione. Il lavoro degli operatori, già complesso di per sé, è reso ancor più difficile dal numero sempre crescenti di minori (la comunità, ad esempio, invece di avere 7 minori ne ha costantemente 16-17), che determina difficoltà operative ed igieniche enormi, un impegno estenuante da parte degli operatori e una spesa alberghiera notevole.

I minori stranieri non accompagnati che in questo periodo stanno arrivando in massa sono soprattutto afgani ed albanesi che giungono in nave dalla Grecia. Solo negli ultimi mesi del 2006 i traghetti delle compagnie di navigazione che approdano ad Ancona hanno lasciato 64 minori.

Gli afgani attraversano il mare dalla Grecia come clandestini nascondendosi nei camion. Le testimonianze dei ragazzi ci dicono che un viaggio completo (non solo il traghetto) per l’Italia può costare 3.000 dollari. Anche gli albanesi per venire in Italia passano attraverso la Grecia, i cui porti si prestano a questo triste transito. I racconti parlano di albanesi che arrivano in Grecia dove comprano passaporti falsi e poi pagano il biglietto e si imbarcano regolarmente.

E’ purtroppo verificato anche il fatto che esistono organizzazioni criminali che – a pagamento - li aiutano a giungere in Italia senza che nessuno provi a fermarli, a identificarli, a chieder loro un documento di riconoscimento, a chiedere loro con chi viaggiano. E i Comuni si trovano a dover affrontare le conseguenze di questa forma di immigrazione clandestina (con ampi margini di illegalità) senza avere alcuno strumento di controllo e di governo, nel tentativo costante di coordinare tempestivamente ed efficacemente il proprio operato con gli strumenti che fanno capo allo Stato e alle forze dell’ordine.

Nella quasi totalità le comunità e i centri di accoglienza si trovano ad ospitare minori maschi, tutti a rischio di criminalità, soprattutto perché al compimento della maggiore età questi non hanno diritto al rinnovo del permesso di soggiorno e, quindi, o sono rimpatriati, oppure diventano immigrati illegali, con il rischio effettivo di entrare a far parte dei circuiti criminali.

Le richieste fondamentali, peraltro già poste al Governo dall’Associazione nazionale dei Comuni, riguardano dunque soluzioni di carattere normativo-operativo proprio a partire dalle difficoltà legate al rinnovo dei permessi di soggiorno al compimento della maggiore età, all’elevata percentuale di minori stranieri non accompagnati tra quelli sottoposti a misure carcerarie, al riscontro di prassi di gestione e di accoglienza diversificate da territorio a territorio.

I comuni italiani - afferma Sturani - hanno, negli anni, sviluppato una serie di buone prassi, che ora, vista l’emergenza e l’entità del fenomeno, è necessario mettere in rete. Mi riferisco, ad esempio, alla velocizzazione delle pratiche relative ai permessi di soggiorno, per cui è nata una sperimentazione della quale fa parte Anche Ancona, che ci vede impegnati nell’istruttoria delle pratiche, o alla previsione dell’esame del Dna e di altre valutazioni cliniche, non di competenza del Comune, ma adottati, a proprie spese per permettere in breve tempo i ricongiungimenti familiari o la valutazione dell’età e, quindi, del tipo di provvedimenti da assumere nei confronti dei ragazzi che arrivano in porto senza documenti o con documenti non validi”.

Di fronte a questo impegno alla collaborazione e al coordinamento per affrontare un problema ormai endemico e sicuramente pesante per le finanze dei singoli Comuni (ad Ancona la spesa, obbligatoria e non prevedibile, per i minori non accompagnati incide sul bilancio per il 3% ed è pari a più del doppio di quella che è possibile destinare all’assistenza per gli anziani) la richiesta al Governo è quella di rivedere la normativa prevedendo una quota di flussi programmati annuali, oltre che una serie di criteri che permettano una effettiva gestione dei singoli casi. Allo stato attuale, infatti, sui comuni gravano tutte le spese relative al mantenimento, alla custodia e all’istruzione di minori, ma gli stessi enti non dispongono degli strumenti legislativi per governare effettivamente la situazione. Per risolvere, cioè, una serie di problemi concreti che si stanno ponendo: la distinzione tra i flussi “opportunistici”, ormai ampiamente verificati, e le situazioni di reale necessità; una serie di risorse aggiuntive che sostengano le attività (un Programma nazionale di accoglienza, ad esempio, in cui confluiscano ulteriori risorse europee, nazionali o regionali) e un nuovo disegno organizzativo che veda il livello centrale come garante istituzionale di un quadro strategico definito e il livello locale con responsabilità e strumenti legislativi ed economici adeguati per la gestione dei singoli casi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 gennaio 2007 - 1084 letture

In questo articolo si parla di immigrati, ancona, fabio sturani