Dalla finanziaria nuove opportunità per la cultura regionale

4' di lettura 30/11/-0001 -
Quali opportunità per la cultura regionale alla luce della recente Finanziaria? È stato il tema di un incontro, svoltosi nella sede della Regione Marche, tra l’assessore ai Beni e Attività Culturali, Luigi Minardi, e i principali rappresentanti istituzionali e dell’associazionismo culturale marchigiani, a cui ha preso parte anche l’onorevole Massimo Vannucci, membro della commissione Bilancio della Camera.

dalla Regione Marche
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Un appuntamento molto importante, che si colloca nel solco degli incontri che si sono susseguiti a partire dal convegno di Fiastra.

“Questo incontro – spiega l’assessore Minardi - è stato pensato proprio per fare il punto su ciò che si sta sviluppando a seguito di Fiastra e già si possono contare i primi risultati positivi: innanzitutto, la firma, lo scorso 18 gennaio, del protocollo d’intesa tra quattro città (Fano, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno), per un programma comune di attività tra i rispettivi teatri lirici; il primo febbraio saranno, invece, le associazioni Fano Jazz, Tam, e Ancona Jazz a presentare il loro consorzio “CircuitoMarcheJazz”; inoltre, è in corso il progetto di regionalizzazione del Teatro Stabile delle Marche, volto, oltre che alla promozione di spettacoli di fascia alta, anche alla promozione di iniziative di formazione sul territorio e di iniziative che garantiscano la fruizione dei tanti teatri marchigiani, contenitori recuperati che ora vanno riempiti di un’anima vitale”.

L’assessore Minardi ha parlato, poi, di obiettivi strategici, quali ,ad esempio, l’appuntamento ad aprile con la conferenza programmatica sullo spettacolo dal vivo, per cui è in corso uno studio approfondito dei bilanci della varie istituzioni regionali riconosciute dal ministero, in vista di possibili aggregazioni.

Il discorso è poi passato sulle risorse destinate alla cultura, sia a livello regionale, con la discussione in corso sul bilancio in cui si prevedono tagli del 15%, sia a livello nazionale. “Di fronte a risorse limitate – ha detto Minardi – occorre farne un uso razionale”. Per quanto riguarda i musei, anche in questo caso vanno favorite le reti museali organizzate a livello provinciale: “Sono queste - ha precisato Minardi – che vogliamo finanziare col DOCUP”.

Nelle Marche esistono circa 340 musei; la proposta dell’assessore regionale alla Cultura è quella di suddividerli in fasce sulla base di standard di qualità. Alla valutazione e classificazione dovrebbero provvedere giovani figure professionali da assumere tramite selezione. In proposito, è già stata fatta in passato una selezione per 38 unità; a questa selezione si potrebbero attingere le figure disponibili ed eventualmente integrarle con altre per arrivare a un totale di 50. “Sarebbe questa – sostiene Minardi - un’opportunità di lavoro per molti giovani che contribuirebbe ad accrescere le loro competenze e a fornire loro strumenti per future iniziative anche di tipo imprenditoriale”.

Tre le altre proposte, l’iniziativa “I giardini della memoria”, un progetto di valore scientifico che richiede il coinvolgimento delle scuole e dell’associazionismo culturale, allo scopo di far riappropriare la popolazione su aspetti culturali del vissuto del ‘900: “L’idea – spiega l’assessore alla Cultura – è di fare una storia dello sport delle città marchigiane, anche in vista della prossima Giornata delle Marche, il cui tema sarà proprio lo sport”. Infine, una sperimentazione, che partirà dalla Galleria delle Marche di Urbino, per il rinnovamento dell’immagine museale attraverso la tecnologia: un’esperienza da trasferire successivamente anche agli altri musei della regione”.

A questo proposito, l’onorevole Vannucci ha parlato del Fondo nazionale per la competitività delle imprese che prevede proprio risorse per l’innovazione tecnologica applicata ai beni culturali. Vannucci ha elencato anche le altre opportunità offerte dalla Finanziaria, quali ad esempio il fondo Arcus (Arte Cultura Spettacolo) che fa capo al ministero dell’Economia, e ha inoltre ribadito come le Marche possano effettivamente concepire la cultura come elemento di sviluppo, insistendo molto sul rapporto pubblico privato e sull’importanza della presenza di figure della nostra regione nelle principali commissioni consultive nazionali.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 gennaio 2007 - 825 letture

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