Sanità: nuovi ambulatori per immigratii senza permesso di soggiorno

2' di lettura 30/11/-0001 -
Presso i presidi Distrettuali delle Zone Territoriali della Asur Marche saranno consolidati e potenziati gli ambulatori di medicina generale per immigrati non in possesso di permesso di soggiorno, rifugiati e richiedenti asilo in particolare condizione senza fissa dimora.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


E’ quanto deliberato dalla Giunta regionale in considerazione della necessità di ridurre le disuguaglianze nella salute generate da impedimenti all’integrazione nella comunità locale, da povertà o deprivazione sociale e culturale. I dati, infatti, mostrano un aumento, tra la popolazione immigrata, delle malattie legate a condizioni e stili di vita malsani come t.b.c., Aids, alcolismo, disagio psichico, ricorso tardivo ai controlli durante la gravidanza, al pediatra e alle vaccinazioni.

In attuazione, politiche mirate a offrire interventi di prevenzione e promozione della salute e abbattere le barriere burocratiche e culturali per l’accesso a cure tempestive e appropriate.

Nell’organizzazione sono previste una serie di attività che vanno dall’apertura di punti salute per immigrati non in possesso di permesso di soggiorno nei distretti sanitari ad accesso diretto - facilmente raggiungibili e visibili - all’individuazione all’interno di ciascuna Zona territoriale di personale esperto e motivato a espletare l’assistenza sanitaria di medicina generale presso tali punti salute. Previste inoltre azioni quali: l’iscrizione degli stranieri utilizzando gli stessi files dei cittadini residenti; la realizzazione di percorsi facilitati; la promozione e l’offerta attiva del servizio; il collegamento in rete con altri servizi distrettuali, in particolare con i Dipartimenti di prevenzione per le vaccinazioni ai bambini, con pediatri di base, consultori, servizi sociali dei comuni e degli ambiti; l’istituzione di un gruppo di lavoro regionale permanente per implementare i percorsi e azioni di miglioramento di fruizione al servizio.

Raccomandata, infine, la partecipazione delle Zone territoriali ad accordi di programma con i Comuni e gli ambiti territoriali per l’impiego di servizi di mediazione interculturale in modo tale da rimuovere gli ostacoli linguistico culturali tra operatori italiani e pazienti stranieri, favorire le informazioni sui servizi agli stranieri e facilitare il lavoro degli operatori nell’erogazione dell’assistenza.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 gennaio 2007 - 1125 letture

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