Legacoop: un progetto con 11 partner regionali per favorire lo sviluppo

30/11/-0001 -
Il direttore di Legacoop Marche, Stefania Serafini, la Regione deve ripristinare il dialogo.

da Legacoop Marche


Promuovere una comunità economica regionale fra imprese sociali e creare un “Marchio di qualità sociale” condiviso che per esprimere il progetto di sviluppo locale dell’economia sociale. Sono gli obiettivi di Sisma-Sviluppare le imprese sociali marchigiane, il progetto a cui aderiscono 11 partner regionali fra cooperative e imprese sociali, fra cui Legacoop Marche, Comunità di Capodarco, Coos.Marche, Confcooperative e Agci Marche.

Sisma, sostenuto dall’iniziativa comunitaria Equal, nasce da una serie di bisogni emergenti del terzo settore marchigiano, riflesso dell’intenso dinamismo con cui negli ultimi anni si è modificato lo scenario di riferimento dell’economia sociale.

“Come primo passo, abbiamo creato un centro servizi dell’economia sociale regionale – ha spiegato Cesare Baldeschi, coordinatore del progetto Sisma, durante la presentazione che si è svolta nella sede della Regione ad Ancona -, per creare un percorso di rete che metta insieme le risorse delle cooperative e delle imprese sociali. Abbiamo completato una serie di indagini mirate per capire quali sono i fattori che possono essere migliorati per lo sviluppo di queste imprese, come la dimensione dell’impresa, l’organizzazione, la capitalizzazione, e attivato il portale Internet www.impresesociali.org. Stiamo ora lavorando alla costruzione del marchio di qualità, legato alla condivisione di un codice etico da parte delle cooperative sociali. Noi siamo e possiamo essere i veri agenti di sviluppo locale, con etica e responsabilità, un ruolo che già giochiamo sui territori ma che abbiamo intenzione di migliorare e di intensificare”.

Sul rapporto con le istituzioni, Stefania Serafini, direttore di Legacoop Marche, ha chiamato in causa la Regione Marche. “E’ necessario ripristinare il dialogo – ha dichiarato la Serafini -, noi abbiamo preparato ampio materiale sullo sviluppo dell’economia sociale ma la Regione non risponde malgrado si stia già cominciando a lavorare sul nuovo Piano regionale sociale. Le nostre competenze sono a disposizione ma serve concertazione”.

Dall’analisi di Sisma, emerge che le cooperative sociali delle Marche sono 205, il 43% sono di micro dimensione, hanno cioè fra 1 e 9 soci lavoratori e dipendenti, il 44% sono di piccole dimensioni (da 10 a 50 soci-dipendenti), l’11% sono di media dimensione (da 50 a 250 lavoratori) e il 2% sono di macro dimensione.

Per Gianfranco Alleruzzo, presidente della cooperativa sociale Labirinto, partner di Sisma, “occorre progettare la crescita economica delle imprese sociali e creare un vantaggio competitivo tramite il marchio di qualità”.

All’incontro è intervenuto Danilo Marchionni dell’Ufficio cooperazione della Regione Marche, che ha auspicato che “questo laboratorio continui a lavorare per arrivare alla risoluzione di nodi di queste imprese, come la capitalizzazione e la dimensione, che richiedono un impegno costante nel tempo”.

Durante il seminario, sono stati presentati i risultati delle ricerche realizzate all’interno del progetto con lo scopo di analizzare la realtà delle cooperative e delle imprese sociali delle Marche per avere degli strumenti per il loro sviluppo futuro e arrivare alla creazione di un marchio regionale. Fra i temi approfonditi, ci sono il ruolo dell’impresa sociale nel nuovo welfare, l’integrazione socio-sanitaria, la programmazione dei servizi sociali e il loro sistema di qualità, il bilancio sociale.

I partner del progetto Sisma sono Legacoop Marche, il Consorzio cooperative sociali Fuori Margine, la Comunità di Capodarco, Prometeo sas, Cooss Marche, Agci Marche, Confcooperative, Confidicoop Marche, Italcappa, Formarche, Nuova agenzia Res.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 dicembre 2006 - 1322 letture

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