Fano: inaugurazione della mostra Res Sacrae

30/11/-0001 -
Fano e il suo Museo Civico Archeologico avranno finalmente in casa il simbolo principe della città. Giovedì 21 dicembre al Museo Civico, alle 17,30 vi sarà la presentazione della mostra organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Marche, “Res Sacrae”, raccolta di marmi e culti pagani d’epoca romana imperiale ritrovati nell’Episcopio di Fano tra il 1946 e il 1948.

dal Comune di Fano
www.comune.fano.ps.it


Tra questi reperti la statua acefala della Dea Fortuna, divinità che da cui deriva il nome di Fano, Fanum Fortunae, che non è mai stata esposta al Museo Civico fanese e che ci resterà permanentemente come ha assicurato la Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche nella persona del sovrintendente Giuliano De Marinis pochi giorni fa in occasione dell’arrivo al Museo Civico della statua in questione da Ancona.

Grande la soddisfazione dell’assessore alla Cultura Davide Rossi: “Durante tutti questi anni più volte la città aveva richiesta la Fortuna e le altre opere senza alcun successo. Ora finalmente sono state concesse grazie ad un rapporto sinergico tra la Sovrintendenza e il Comune attraverso la mediazione di questo Assessorato”.

Le opere sono state riportate alla luce tra il 1946 ed il 1948, durante i lavori di ricostruzione del fianco nord-est del palazzo vescovile semidistrutto sotto il crollo della torre campanaria del Duomo. Nel 1948 i reperti furono trasportati presso la sede di Ancona della Soprintendenza Archeologica. Si tratta di un interessante gruppo di opere, in gran parte di carattere sacrale, che ha consentito di acquisire utili informazioni sui culti praticati nell’antica Fanum Fortunae.

Trattandosi di rinvenimenti fortuiti e spesso in giaciture secondarie, di reimpiego, non è possibile stabilire un nesso logico certo tra le antiche strutture attestate e le sculture suddette. È stata così avanzata l’ipotesi che possa trattarsi di un gruppo di sculture sistemate organicamente in un una sorta di pantheon domestico.

Quindi dopo sessant’anni questi sette reperti (sei, esclusa la Fortuna) in prestito temporaneo (ma senza definita data di restituzione) verranno esposti per la prima volta al Palazzo Malatestiano in attesa dell’allargamento del Museo al Palazzo De Cuppis. Due i pezzi di maggiore importanza. Oltre alla Statua acefala della dea Fortuna (prima età imperiale), la Testa di Ercole con copricapo leonino, di età antonina (seconda metà del II secolo d.C.).

Le altre cinque opere oggetto del prestito sono un Torso di statua virile seduta (metà II secolo d.C.), una Basetta votiva con tre divinità stanti (prima età imperiale), la Statua di Diana cacciatrice, anch’essa di età antonina, un Frammento di bassorilievo mithraico (III secolo d.C.) e un’Ara marmorea (seconda metà del II secolo d.C. - inizi III d.C.). Le sculture provengono tutte dal territorio fanese, precisamente dall’area dell’Episcopio (tra il palazzo Vescovile e la Cattedrale), anticamente adiacente al decumano massimo e alla Porta di Augusto e pertanto zona di un certo rilievo, segnalata più volte (già a partire dal XVII secolo) per la presenza di antichi edifici e rinvenimenti statuari.

Al termine della presentazione si potrà visitare la nuova sala dei Marmi e dei culti pagani.

Sede espositiva. piazza XX Settembre, tel. 0721.839098 – 0721. 828362, www.comune.fano.ps.it/cultura, museomalatestiano@libero.it

Orario di apertura.
dal 01/01 al 15/06 e dal 15/09 al 31/12 mattina da martedì a sabato dalle 8.30 alle 13.30 | pomeriggio martedì giovedì e sabato dalle 15.00 alle 18.00 | domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00;
dal 15/06 al 15/09 mattina da martedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 | pomeriggio da martedì a domenica dalle 16.00 alle 19.00 | domenica mattina dalle 10.00 alle 13.00; apertura serale dal 01/07 al 31/08 mercoledì e sabato dalle 21.00 alle 23.00;
lunedì chiusura settimanale.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 dicembre 2006 - 949 letture

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