Gradara, progetti futuri per la memoria del borgo

30/11/-0001 -
L'iniziativa si articola in una conferenza ed una esposizione presso il Palazzo Zanvettori, e si tratta di un evento dedicato alla scoperta dei progetti di sviluppo dell'Amministrazione Comunale di Gradara filtrati tramite gli occhi e le capacità di sei giovani laureandi che, senza conoscere i lavori gli uni degli altri, hanno deciso, al momento della tesi, di affrontare temi non comuni tra loro, ma vicini, sia geograficamente che concettualmente; temi inerenti il futuro immaginato di Gradara.

dal Comune di Gradara
www.comune.gradara.pu.it


Si tratta di tesi affrontate da persone di diversa formazione e che hanno, all’interno della propria carriera didattica, seguito vocazioni differenti. Provenienti dalla Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” di Cesena vengono, infatti, esposte “L’architettura del parco. Progetto del parco tematico sulla storia del medioevo a Gradara”, di Giulio Martucci, con relatore Arch. Valter Balducci e correlatore l’ex sindaco di Gradara Gianfranco Micucci, recentemente scomparso, ed “Il canto della rocca. Progetto per un centro culturale nel Comune di Gradara”, di Monica Stacchini, con relatore il preside della facoltà prof. Gino Malacarne e correlatori arch. Matteo Agnoletto ed arch. Ildebrando Clementi. Il giovane architetto Ivan Cappellacci, esporrà la sua tesi sul restauro del castello di Granarola.

Dalla facoltà “Carlo Bò” di Urbino, con specializzazione in economia del turismo, viene presentata la tesi “Comunicare il territorio. Il caso di Gradara”., di Elisa Luzi; per concludere, Claudia Pantucci presenterà la sua tesi dal titolo: “Lo sviluppo Economico e Turistico di Gradara”.

Ciò che rende le tesi degne di particolare interesse è il fatto che queste rispecchiano e vanno incontro a reali esigenze dell’amministrazione, che ha manifestato una effettiva volontà di vagliare lavori di “restyling” a livello urbanistico ed architettonico, dettati anche dalla volontà di destagionalizzare il flusso turistico, attualmente molto legato al turismo di massa della vicina riviera.

Nello specifico l’obiettivo della Pubblica Amministrazione è di far evolvere l‘intero borgo, portando Gradara ad essere, singolarmente o in sinergia con altri centri dell’entroterra romagnolo-marchigiano, uno dei luoghi che meglio rappresenti lo spirito del medioevo, con l’idea di caratterizzare l’intero paesaggio con un’ampia visione di un’epoca storica; ciò dovrà scaturire da una profonda conoscenza del luogo, che rappresenta anche la base comune delle quattro tesi, con un progetto turistico che sia rispettoso di un borgo caratterizzato da forti tracce storiche e, come ultima fase, necessiterà di progetti sia per il mantenimento e la conservazione dei beni storici, sia per la creazione di spazi ricettivi, spazi espositivi di supporto, percorsi, infrastrutture per ciò che riguarda le aree immediatamente a ridosso delle mura di cinta.

L’astrazione di linguaggio, tipico delle tesi, ha ovviamente favorito i laureandi nella possibilità di attingere a mondi di totale invenzione; questo ha lasciato libertà di affrontare, senza incertezze dettate da normative o rigidi piani economici, le problematiche, ideando progetti architettonici o di sviluppo probabilmente non realizzabili ma sicuramente provocatori e meritevoli di interesse.

Queste tesi possono quindi essere interpretate come laboratorio sperimentale per futuri tecnici e, contemporaneamente, come interessante iniziativa di analisi e ricerca capace di rispondere ad una effettiva necessità di conoscenza e di ausilio per le previsioni e le prefigurazioni cercate dal Comune di Gradara, che potrebbe trarre idee ed input dalle provocazioni.

Indubbiamente per una città o, a maggior ragione, per un piccolo borgo di origine medievale diventare un “caso di studio” didattico costituisce un'opportunità da non perdere per acquisire punti di vista dettati da uno sguardo esterno, preziosi per fornire un contributo a riflessioni e ideazioni inedite. L’esposizione può diventare inoltre un momento di confronto tra docenti di diversa formazione con una acquisita conoscenza del luogo ottenuta tramite le tesi dei propri studenti, consentendo interessanti scambi di opinioni e dibattiti.

E’ ipotizzabile, a seguito delle adeguate premesse sopra riportate la formazione di uno stretto rapporto di collaborazione tra la facoltà di architettura “Aldo Rossi” ed il Comune di Gradara, sia nell’immediato tramite un patrocinio della facoltà a tale esposizione ed una partecipazione attiva di relatori e correlatori all’interno della conferenza introduttiva, sia in prospettiva futura, magari tramite un laboratorio di progettazione all’interno dei programmi didattici che abbia come argomento la progettazione della collina di Gradara.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 dicembre 2006 - 2540 letture

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