World AIDS Day: il CVM presenta le attività per il 1° dicembre

30/11/-0001 -
Iniziata ufficialmente con la conferenza stampa di ieri la settimana della sensibilizzazione in occasione della giornata mondiale dell’AIDS che si celebra in tutto il mondo il 1° dicembre.

da Csv


Organizzata dal CVM la Comunità Volontari per il Mondo di Ancona, una serie di appuntamenti per conoscere i progetti di prevenzione e controllo dell'AIDS in Etiopia, Tanzania e Zanzibar, luoghi dove il CVM opera da anni con il supporto delle comunità locali, occupandosi soprattutto di assistenza e cura dei malati accompagnamento degli orfani e bambini di strada.Il 1° dicembre incontro con le IV e le V dell’Istituto Professionale per il Commercio “Podesti” di Ancona, in serata alle 21 presso il teatro di Porto San Giorgio si terrà un incontro organizzato dal Comune di Porto San Giorgio aperto alla cittadinanza.

Organizzata dal CVM la Comunità Volontari per il Mondo di Ancona, una serie di appuntamenti per conoscere i progetti di prevenzione e controllo dell'AIDS in Etiopia, Tanzania e Zanzibar, luoghi dove il CVM opera da anni con il supporto delle comunità locali, occupandosi soprattutto di assistenza e cura dei malati accompagnamento degli orfani e bambini di strada.

Diverse le attività di sensibilizzazione che verranno realizzate nelle Marche a cominciare da oggi pomeriggio ore 18 c/o la Libreria “Rinascita” Library ad Ascoli Piceno. E’ in programma un incontro con studenti e giovani provenienti da associazioni cittadine. Domani 29 novembre si terrà un incontro a San Benedetto del Tronto.

Tra gli altri appuntamenti ricordiamo il più significativo, il 1° dicembre dalle ore 9,45 alle 11,35 incontro con le IV e le V dell’Istituto Professionale per il Commercio “Podesti” di Ancona. Sarà l’occasione per la presentazione del CVM e del problema dell’AIDS, per dare informazioni sul virus e spiegare le modalità di prevenzione e controllo della malattia da parte dei giovani in Africa. In particolare verrà introdotto il discorso dei club anti-aids. Questi club sono una parte fondante dei progetti del CVM.

“Nelle scuole – ha detto Marian Lambert responsabile italiana dei progetti del CVM - si interviene facendo in modo che i ragazzi possano parlare e discutere all’interno di club anti-aids in modo che possano organizzare gruppi teatrali e preparare spettacoli sulla prevenzione. Le loro rappresentazioni poi saranno portate nei villaggi ai contadini analfabeti che avranno così la possibilità di essere informati e prevenire la contrazione del virus. Una vera e propria opera di coscentizzazione e informazione”.

E sempre nella giornata del primo dicembre, in serata alle 21 presso il teatro di Porto San Giorgio si terrà un incontro organizzato dal Comune di Porto San Giorgio aperto alla cittadinanza. Sono previsti anche performance musicali, proiezione di cortometraggi e un’intervista a Yourdanos.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Yourdanos Shiferaw coordinatrice dei progetti in Etiopia. “I bambini che rimangono orfani a causa dell’aids sono costretti a vivere in strada o rimangono alle cure delle nonne e molti abbandonano la scuola, soprattutto le ragazze, per curare i genitori a casa”. “Il ruolo del CVM è quello di facilitatore per le popolazioni. Prepariamo corsi di formazione per la prevenzione, non andiamo con un programma sanitario ma portiamo strumenti di conoscenza sulle cause di trasmissione e presentiamo le varie modalità di comportamento sessuale (astinenza, rapporti esclusivamente coniugali, rapporti protetti) dando sempre libera scelta. Formiamo gli insegnanti, gli esponenti religiosi, gli infermieri, i politici affinché a loro volta a cascata possano spiegare alla gente come prevenire la contrazione del virus”.

Ed il primo dicembre gli esponenti delle associazioni di siero positivi della regione Amhara in Etiopia (10 mln di abitanti) andranno presso i politici della regione stessa per chiedere un facile accesso al trattamento anti-aids. Questo è un successo del progetto del CVM visto che fino a poco tempo fa i siero positivi erano colpiti dal pregiudizio, i malati di aids venivano emarginati. Oggi riescono a mettersi insieme, si sono costituite 40 diverse associazioni, e a farsi portavoci. Tutti i progetti sono portati avanti grazie a fondi di privati, fondi che provengono da altre Ong europee (soprattutto irlandese scozzese) e per ora non ci sono fondi pubblici italiani.

Ci sono 39,5 milioni di persone che vivono con l’HIV nel mondo, solo nell’area Sub-Sahariana (Africa) dove lavora il CVM sono 24,7 milioni. Nel 2006 sono stati colpiti dal virus 4,3 milioni e sono morti a causa del virus 2,9 milioni. L'AIDS sta derubando i Paesi africani della possibilità di avere un'economia stabile, a causa delle morti assolutamente inutili delle persone in grado di far crescere l'economia e di impegnarsi per lo sviluppo del proprio Paese.

Si stima che i costi legati all'AIDS, tra cui l'assenteismo dal lavoro, le assicurazioni, le nuove assunzioni e la loro formazione corrispondano ad un quinto di tutti i profitti. Il tasso di mortalità è di gran lunga maggiore rispetto ai tempi in cui possono essere assunti nuovi impiegati. L'aspettativa di vita in molti Paesi africani è scesa da 52 a 34 anni. Tra questi, Botswana, Repubblica Centro africana, Lesotho, Malawi, Mozambico, Ruanda, Swaziland, Zambia e Zimbabwe, tutti gravemente oppressi dall'epidemia. L'AIDS sta lasciando le cliniche e gli ospedali senza medici e personale tecnico, sta lasciando le scuole senza insegnanti, i campi incolti e senza agricoltori.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 novembre 2006 - 1152 letture

In questo articolo si parla di volontariato