ostra: Finanziaria: tasse, tasse ed ancora tasse!

30/11/-0001 -
Come ogni anno anche questa Finanziaria regala ai cittadini altre tasse e balzelli: basta!
La musica è sempre quella: il deficit pubblico è pauroso e per rientrare nei parametri fissati dalla U.E. bisogna mettere mano nelle tasche degli italiani; spesa pubblica, sprechi e corruzione degni di un Paese sottosviluppato; bisogna liberalizzare, colpire gli evasori fiscali ed iniziare un percorso virtuoso e di equità.
Solo chiacchiere e demagogia!

a cura di Avv. Corrado Canafoglia
Presidente Codacons Marche


Ci dicono di aver liberalizzato il mercato e di voler combattere l'evasione fiscale, invece hanno fatto un regalo alle banche, costringendoci ad aprire nuovi conti correnti ed a costi aggiuntivi.
Ci dividono tra lavoratori dipendenti ed autonomi, distinguendoci tra chi paga le tasse e chi le evade!
Non demoniziamo il lavoratore autonomo e le tante piccole imprese, rammentando che forniscono posti di occupazione a tanti, magari giocando anche sul nero.

L'evasione fiscale è un problema reale, ma non il problema del nostro deficit pubblico.
L'evasore fiscale cronico continuerà ad evadere e non ci sarà provvedimento che lo indurrà a pagare le tasse: è nel suo DNA, colpiamolo, ma evitiamo di massacrare un'intera economia che già si trova in asfissia.
La fonte primaria del deficit pubblico è invero lo spreco e la corruzione.

Immaginate un incendio in un distributore di benzina ed i vigili del fuoco per spegnerlo prendono con dei secchi l'acqua dai rubinetti delle abitazioni vicine, senza però chiudere l'erogazione del carburante: così l'incendio non si spegnerà mai ed i vicini resteranno senza acqua.
La stessa cosa accade con il deficit pubblico.
I nostri politici incomincino ad eliminare seriamente gli sprechi.

Penso a quella miriade di inutili consiglieri di comuni, province, regioni, comunità montane, parlamentari, membri dei consigli di amministrazione di enti fantasma: tutte queste persone, il più delle volte con l'unico merito di aver fatto rosolare le salsicce in una festa di partito, quanto ci costano con le loro iniziative talora incomprensibili, con i loro inutili gemellaggi con città sconosciute, con le loro inaugurazioni da regime o con quei noiosissimi convegni autoreferenziali? Ma ne servono così tanti?

Penso ai consulenti di enti pubblici pagati in modo esorbitante per ricerche demenziali, oppure a quella pletora di dirigenti esterni di enti pubblici strapagati per attività spesso fallimentari, spesso scelti solo per la loro appartenenza di partito.

Penso alla spesa farmaceutica: ma perché non si obbligano i medici a prescrivere i medicinali generici invece di medicine griffate, precisando il motivo della mancata prescrizione laddove non sia possibile? Solo con questa semplicissima norma avremmo un risparmio del 20% sulla spesa farmeceutica.

Penso alle favolose buone uscite riconosciute a quei manager pubblici che conducono le aziende affidategli sul lastrico: un calcio nel sedere, altro che un premio per aver distrutto le ferrovie dello Stato, l'Alitalia o Sviluppo Italia e magari riposizionarli in qualche altro incarico pubblico!
Il malcostume incide ogni anno sulle casse dello Stato quanto due finanziarie, quale quella prospettata dal Ministro Schioppa.
La verità è che tale situazione è diffusa in tutto il Paese.

Ogni città ha il suo capataz, che spende e spande non per il bene della comunità, ma solo per costruire la propria carriera politica, spesso non avendo altra occupazione lavorativa seria. Ogni città ha il suo ente inutile, i suoi convegni cui vanno solo gli uomini di partito, i suoi gemellaggi, le sue consulenze.
Ce n'è per tutti: avete visto cosa combina la Giunta Bassolino in Campania o cosa ha fatto la Giunta Storace in Lazio (fonte Report)?

Di fronte a ciò, cosa fanno i nostri politici? Aumentano le tasse e così l'incendio non si spegnerà mai.
Ora forse la colpa più grave non è solo del mondo politico, dove sicuramente ci sono anche persone perbene e volenterose anche se appaiono sopraffatte dai manigoldi, ma anche del cittadino comune.
Ci siamo assuefatti all'idea della corruzione, non protestiamo, non denunciamo i soprusi, manteniamo una posizione di sudditanza rispetto al meschino ras di quartiere intimoriti di perdere il lavoro o qualche altro piccolo beneficio concessoci, manteniamo una posizione fideistica verso il partito politico che abbiamo votato senza alcuna capacità critica verso i comportamenti assurdi posti in essere dai suoi esponenti, speriamo che qualcuno altro ci risolva il problema restando nell'ombra.
Svegliamoci, almeno protestiamo!





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 novembre 2006 - 1480 letture

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