Spacca a Pechino per promuovere il ruolo delle Marche

30/11/-0001 -
La giornata di pechino del presidente Spacca. La mattina interviene in seduta plenaria a nome delle regioni. Nel pomeriggio il ministro degli esteri firma un memorandum le Marche: da progetti per le olimpiadi 2008, all’illuminazione della sala del trono nella città proibita

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Il presidente Gian Mario Spacca è intervenuto ai lavori del Comitato Governativo Congiunto, a nome delle Regioni italiane. Ha evidenziando la formula scelta per questa missione governativa che prevede un forte coinvolgimento dei territori.

In Cina, ha detto, l’Italia è spesso vista come il Bel Paese. Riconosciuta per lo stile, la moda lo sport, il mangiar bene. Ma, l’Italia è anche la patria dei distretti industriali, studiati in tutto il mondo: rappresentano un modello economico di sviluppo ma, soprattutto, un sistema equilibrato di rapporti economici e sociali, in cui tutti gli attori - istituzioni pubbliche, associazioni di categoria, imprese, università, centri di ricerca, famiglie - collaborano assieme nella prospettiva di uno sviluppo condiviso e sostenibile.

Quindi tradizioni e modernità, cultura e tecnologia, famiglia e società, progresso e sicurezza sociale, permettono alle regioni italiane di essere Partner estremamente interessante nel processo di ulteriore sviluppo della Cina.

Ha poi portato l’esempio delle Marche, dove questo è particolarmente evidente, e che hanno un forte legame con la Cina, “risale ai tempi di Matteo Ricci, che 500 anni fa propose proprio una relazione ispirata ai principi di reciproco rispetto e scambio di conoscenza.”

“Siamo una regione con un’elevata qualità della vita; raccontata da illustri uomini; che ha vissuto una grande trasformazione in appena 30 anni, passando da regione agricola a industriale, la più manifatturiera d’Italia. Un processo avvenuto senza fratture grazie a un modello di sviluppo diffuso che ha avuto come protagoniste le comunita’ locali. Comunita’ locali che hanno creato specializzazioni produttive e distretti industriali in settori tradizionali, aree innovative e nicchie di mercato di grande eccellenza. Le nostre istituzioni hanno avviato relazioni in Cina per accompagnare queste imprese nelle aree di loro interesse.

Sono state avviate Joint Venture e investimenti diretti, partecipando anche a progetti importanti. Tra questi quelli per il Villaggio delle Olimpiadi 2008, e l’illuminazione della Sala del Trono nella Citta’ Proibita. Le università lavorano insieme, con scambi di studenti e ricercatori, attivando master con classi miste. E molto ancora.

Come le Marche, tutte le altre Regioni italiane hanno competenze e patrimoni preziosi. Proprio le Regioni, per le proprie attribuzioni, le collaborazioni già avviate e le esperienze maturate potranno offrire un significativo sostegno al partenariato bilaterale, che mi auguro a partire da questo Comitato Congiunto possa svilupparsi anche in un partenariato territoriale su modalita’ di progettualita’ concreta. Le Regioni sono pronte.

Nel Pomeriggio è stato poi firmato dai ministri degli affari esteri d’Alema e Li Zhaoxing un Memorandum su quattro pilastri della partnership italo-cinese (economia, cultura, sanità, ambiente).





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 novembre 2006 - 906 letture

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