S. Benedetto: Unione dei Comuni, prime riflessioni

30/11/-0001 -
Vantaggi, difficoltà e speranze legate al tema dell’Unione dei Comuni sono stati elencati e illustrati con esempi durante il convegno che si è svolto oggi all’auditorium, alla presenza degli amministratori dei nove Comuni della “Riviera delle Palme”, del sottosegretario agli Affari regionali Pietro Colonnella, del vicepresidente della Regione Marche Luciano Agostini, del prof. Luciano Vandelli (docente di Diritto amministrativo all’Università di Bologna) e di vari presidenti di Unioni già attuate e di referenti Anci sull’argomento.

dal Comune di San Benedetto del Tronto
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Il saluto del Comune di San Benedetto ai presenti è stato portato dal vicesindaco Antimo Di Francesco, il quale ha parlato di "un inizio sotto il segno dell’ottimismo" e di "strumento che può migliorare la qualità della vita dei cittadini". Tutti gli interventi sono stati coordinati da Mauro Calvaresi, che ha anche pronunciato una sua introduzione al tema. Presenti anche le principali autorità civili e militari cittadine.

"Si tratta del superamento del municipio salvaguardano il municipio", ha detto Orlandino Greco, sindaco di Castrolibero in Provincia di Cosenza, presidente dell’Unione dei Comuni di Pandonia, il quale ha anche spiegato che è necessario un cambiamento culturale per attuare questo cambiamento.

Prima di lui, il presidente del coordinamento nazionale Anci sulle Unioni dei Comuni Mauro Guerra ha citato numeri e opportunità di questo strumento di legge. In Italia esistono oggi 278 Unioni di Comuni, che coinvolgono 1.300 enti circa, specie al nord, ovvero in Piemonte, Lombardia e Veneto. Questo istituto ha avuto un notevole successo soprattutto dopo il 1999, quando è caduto l’obbligo, per i Comuni aderenti, di fondersi in un unico ente, trascorsi dieci anni dall’avvio dell’Unione. "Oggi siamo in un periodo di transizione", ha detto Guerra, "ma quella dell’Unione tra Comuni è una tendenza inarrestabile, non solo per consentire la sopravvivenza dei piccoli Comuni, ma anche per potenziare i servizi di quelli più grandi".

Quindi le esperienze delle Unioni dei Comuni più vicine: quella della Valdaso, illustrata dal sindaco di Altidona Marco Talamonti (il quale è anche coordinatore regionale delle Unioni dei Comuni), che ha portato ad esempio la rete wireless realizzata per i 12 mila abitanti dei sette Comuni coinvolti. Talamonti ha anche presentato i dati relativi alle Marche, dove 215 Comuni su 246 hanno meno di 10 mila abitanti, 178 meno di 5 mila e solo 20 più di 20 mila. Ad oggi solo la provincia di Macerata non ha esempi di Unioni già realizzate. Altri esempi sulla stessa aggregazione li ha portati il sindaco di Lapedona Mauro Pieroni, presidente dell’Unione.

Il sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini, presidente dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto (costituita nel gennaio 2005), ha parlato delle difficoltà che accompagnano l’avvio di un simile processo. Il presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata Nilde Maloni ha negato di essere interessata ad una ulteriore aggregazione nelle Marche, ed ha ricordato che quella di cui fa parte il suo Comune è una delle più vaste unioni in Italia, con circa 70 mila abitanti e 12 Comuni. La Maloni ha segnalato difficoltà ad accedere a muti come Unione dei Comuni e all’art. 76 della Finanziaria attualmente in discussione, che prevede tagli ai trasferimenti locali.

Rassicurazioni sono venute da Pietro Colonnella, che ha affermato essere più che dimezzati tali tagli rispetto alla previsione originaria, ed ha poi accennato ad alcuni processi in corso, per la revisione del “Testo unico sugli enti locali” (Tuel) e ad altri dibattiti in corso. Il vicepresidente Agostini ha appoggiato l’idea di una Unione dei Comuni, che permetterebbe di "migliorare i servizi, riducendone i costi".

Timori su una eventuale egemonia da parte del Comune di San Benedetto nell’eventuale Unione sono stati espressi dal sindaco di Grottammare Luigi Merli, che si è detto comunque interessato, "purché non si tratti di un’operazione di vertice, ma di un processo di coinvolgimento della cittadinanza, dal basso". Il sindaco del Comune di Ripatransone Paolo D’Erasmo ha auspicato il dialogo sul territorio, che a suo dire è mancato nel passato anche recente.

Quindi il prof. Vandelli, il quale ha spiegato il successo storico delle Unioni di Comuni nel nord Europa e il minor interesse in Francia Italia e Spagna: "ma abbiamo comunque ottenuto ottimi successi, specie nella formazione del personale", ha detto, citando le aggregazioni realizzate in Emilia-Romagna, dove sono stati formati corpi di Polizia municipale intercomunali. Il prof. Vandelli ha comunque specificato l’importanza delle Regioni e dello Stato nel finanziare questi processi.

Conclusioni affidate al sindaco di San Benedetto Gaspari, il quale ha rassicurato, come già Di Francesco, sul fatto di non avere alcuna intenzione di egemonizzare l’eventuale Unione. Ha però spiegato con cifre e numeri il peso e la dinamicità economica della Riviera delle Palme e invitato pertanto tutti gli amministratori interessati, a voler contare di più in Regione, proprio attraverso l’aggregazione.

"A San Benedetto non c’è spazio per dare risposte a tutto", ha detto Gaspari, "sicché dobbiamo ormai programmare il futuro in termini di territorio, a cominciare dal prossimo Piano regolatore. È questo il caso di servizi già esistenti come la Picenambiente, di progetti di prossima realizzazione come quello della nuova caserma dei Vigili del fuoco, che riteniamo vada costruita a Grottammare, ma anche di opportunità nuove come quella del Parco Marino del Piceno".
L’invito conclusivo ad “approfondire” i termini dell’eventuale collaborazione.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 ottobre 2006 - 1230 letture

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